mercoledì 22 novembre 2017

Vincoli alla riproduzione dei beni culturali, oltre la proprietà intellettuale. Il mio contributo per Archeologia e Calcolatori

Con grande piacere scopro che in questi giorni è stato ufficialmente pubblicato il volume "Pensare in rete, pensare la rete per la ricerca, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico" a cura di Mirella Serlorenzi e Ilaria Jovine. Il volume rappresenta un supplemento 9/2017 della rivista "Archeologia e Calcolatori" ed è edito dalla casa editrice fiorentina All’Insegna del Giglio con ISBN 9788878147812 ed e-ISBN: 9788878147829.

Il volume raccoglie sostanzialmente gli atti dell'interessante convegno "Pensare in rete, pensare la rete per la ricerca, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico" tenutosi a Roma il 14 ottobre 2015 (vedi dettagli). Per l'occasione avevo tenuto un intervento intitolato "Quando non c'è una licenza. Lo strano principio open by default sui dati delle PA" di cui in questo post potete trovare le slides e il video integrale. Tuttavia, il mio contributo scritto ha allargato il focus occupandosi più in generale dei vincoli alla riproduzione dei beni culturali che vanno anche oltre la cosiddetta proprietà intellettuale. Il paper riprende molti spunti da me già pubblicati in questi mesi di lunga gestazione del volume, tuttavia credo sia utile poter leggere la mia panoramica nel suo complesso e con approccio più sistematico.

Condivido qui l'indice sommario e il PDF editoriale del mio contributo (rilasciato con licenza CC BY-SA) confidando che vogliate diffonderlo il più possibile e convidere con me i vostri commenti.

1. Contesto e scenario
2. Il pubblico dominio
2.1 Che cos’è il pubblico dominio
2.2 Lo spirito originario del diritto d’autore
2.3 Un copyright eterno e il pubblico dominio che si fa chimera
2.4 Tre tipi di pubblico dominio
3. Artifici giuridici per allontanare il “pericolo” del pubblico dominio
3.1 Artificio n. 1: far leva sui diritti connessi
3.2 Artificio n. 2: far leva sui diritti morali
3.3 Artificio n. 3: far leva sulla (cattiva) burocrazia
3.4 Artificio n. 4: far leva sul diritto sui generis (database right)
3.5 Artificio n. 5: far leva sugli altri diritti di privativa, ad esempio i diritti sul marchio
3.6 Artificio n.6: inventare diritti inesistenti, ad esempio diritti generati dalla digitalizzazione
4. Beni culturali “open”?
4.1 Le licenze open Creative Commons e simili nell’ambito dei beni culturali
4.2 Quando non c’è una licenza. Lo strano principio “open by default” sui dati della PA
5. Vincoli (insensati) alla riproduzione dei beni culturali?
5.1 Le norme italiane sulla riproduzione dei beni culturali
5.2 Quali sono la ratio e la natura giuridica di questi vincoli?
6. Conclusioni



martedì 21 novembre 2017

Intervista per il sito AltoAdigeInnovazione.it in occasione di WS Explora 6

In vista dell'evento WS Explora 6 organizzato a Bolzano da Weigh Station (vedi dettagli nel post precedente), sono stato intervistato dal sito AltoAdigeInnovazione.it. Riporto di seguito estratto dell'articolo uscito quest'oggi (e rilasciato sotto licenza CC BY-NC-ND 4.0); la versione integrale è disponibile qui.
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«Un tempo solo esperti specializzati e addetti ai lavori si occupavano di questioni di copyright, oggi tutti gli operatori nel settore culturale sentono l’esigenza di conoscerne almeno i principi base» — spiega l’avvocato esperto di diritto d’autore e della comunicazione Simone Aliprandi. Il 24 e 25 novembre 2017 al Museion di Bolzano Aliprandi svilupperà il tema «copyright e licenze Creative Commons» nell’ambito di WS Explora 6, il ciclo di workshop dedicato alla community di giovani professionisti della cultura e della creatività in Alto Adige. Non solo terrà una lezione aperta — e a ingresso gratuito — sul tema ma sarà anche a disposizione per delle sessioni di consulenza con gli addetti al settore culturale altoatesino. [...]

Ma le questioni legate al copyright non riguardano solo musicisti, registi o scrittori: «Con la nascita del digitale il tema dei diritti d’autore tocca da vicino una molteplicità di professionisti, da chi lavora nei media o organizza eventi fino a chi cura siti istituzionali— spiega l’esperto che da circa 10 anni è attivo come consulente in materia di diritti d’autore, con particolare focus sulle licenze «open», cioè le tipologie di licenze con cui gli autori permettono ad altri di usare, copiare, modificare, ampliare e diffondere la propria opera —. Ma anche da informatici e sviluppatori mi arrivano tantissime richieste di consulenza. Alla fine sono proprio loro i “nuovi” creativi. Chiunque voglia creare una piattaforma web o un software, dovrà farsi qualche domanda sui propri diritti d’autore e su come gestire l’utilizzo o la diffusione di opere di terzi». «Uno dei dubbi più diffusi legati al copyright è senz’altro l’utilizzo di immagini e video sul web, sia sui social media e su blog online,  che sulle pagine web di realtà istituzionali — spiega Aliprandi che tra l’altro fa parte di «Array», un team di professionisti specializzati nel diritto del settore ICT —. Le conseguenze per chi infrange i diritti d’autore possono essere delicate, dalla richiesta di rimozione di contenuti al risarcimento dei danni».

Quali sono le tipologie di opere tutelate, come si può acquisire il diritto d’autore per il proprio lavoro creativo? [...] «Il mio obiettivo è quello di trasmettere ai partecipanti di WS Explora i principi e nozioni base del diritto d’autore e delle licenze Creative Commons con un linguaggio accessibile e divulgativo adatto anche a chi non ha conoscenze preliminari nell’ambito» sottolinea l’avvocato che tra le altra cose ha conseguito un dottorato di ricerca in Società dell’informazione e che ha pubblicato diverse monografie sul tema del copyright e delle licenze open.

lunedì 20 novembre 2017

Dall'Open Access agli Open Science Data: videointervista per FBK Magazine

In occasione del mio seminario “Dall’Open Access agli Open Science Data: la libera condivisione dei dati nella ricerca” tenutosi il 10 novembre 2017 presso la Fondazione Bruno Kessler di Trento, ho realizzato una videointervista per FBK Magazine sui temi chiave del seminario. Questi gli argomenti trattati nelle sei video-pillole.
  1. Introduzione
  2. H2020 accelera la transizione
  3. Migliora la verifica scientifica
  4. A proposito di serendipity
  5. Quali licenze occorrono?
  6. In Italia come recepiamo questo cambiamento?
Riporto qui sotto la playlist dei video su YouTube. A questo link invece è possibile vedere le slides e il video integrale del seminario.


Al Bolzano per WS Explora 6: seminario e sessione di consulenza per creativi

Dopo le due intense settimane trentine, tornerò anche questa settimana da quelle parti; per la precisione sarò al Museion di Bolzano per un evento di formazione e divulgazione intitolato WS Explora 6 - Creativity Arena (vedi pagina ufficiale) e organizzato dalla realtà altoatesina Weigh Station.
Come si legge sul sito Weighstation.eu, Weigh Station è un laboratorio in progress che crea occasioni di approfondimento sulle tematiche più attuali dell’innovazione declinate sulle esigenze degli operatori culturali e creativi. Dà un sostegno concreto alla formazione attraverso workshop professionalizzanti, offre supporto tramite consulenze di esperti e promuove occasioni di networking e collaborazione. Weigh Station restituisce al lavoro creativo il significato e il valore che gli sono propri, invitando alla riflessione pubblica attraverso attività di sensibilizzazione.


Venerdì 24 novembre dalle 19 alle 21 terrò una conferenza introduttiva sul diritto d'autore e sulle licenze Creative Commons. La mattina successiva, dalle 10 alle 13, sarò invece a disposizione per incontrare privatamente i creativi e gli imprenditori che volessero sottopormi casi specifici e avere indicazioni più personalizzate. Parallelamente ci sarà anche una sessione di "portfolio review" con altri esperti del settore: Daria Scolamacchia (fotografia), Oscar Diodoro, in arte Odd (illustrazione), Olga Pirazzi (moda), Frida Carazzato (arte contemporanea), Annalisa Baga (graphic design), Riccardo Olocco.
Mentre la conferenza del venerdì sera sarà ad accesso libero, la sessione del sabato sarà invece accessibile dietro versamento di una quota di partecipazione: portfolio review e consulenza copyright (30 min.) a 50€, oppure a 30€ per gli iscritti a WS wall. Gli slot di consulenza saranno di 30 minuti, ma sarà possibile prenotare anche più di uno slot. Per iscriversi, è necessario compilare questo apposito form; al momento della conferma dell’iscrizione vi sarà assegnato l’orario del vostro slot. Per info e dettagli potete scrivere a hello@weighstation.eu.

venerdì 17 novembre 2017

Potrebbe esserci un copyright: il mio intervento a itWikiCon 2017


Come segnalato in un precedente post, domani sarò tra i relatori di itWikiCon 2017, evento di respiro nazionale dedicato ai progetti della Wikimedia Foundation e in cui tutti i wikimediani/wikipediani italiani possono radunarsi per discutere dei temi più caldi.
Quest'oggi sono passato al Palazzo delle Albere per salutare gli organizzatori e ascoltare l'intervento dell'amico Maurizio Napolitano (su OpenStreetMap e JOSM).


Domani mattina il mio seminario (intitolato "Potrebbe esserci un copyright. Il condizionale che uccide il pubblico dominio") sarà dalle 10:30 alle 11:30 in sala 2 e sarà introdotto da una chiosa di Cristian Cenci sul progetto WikiLovesMonuments. 
Salvo imprevisti tecnici dell'ultimo minuto, il seminario sarà trasmesso in streaming sul mio canale YouTube (youtube.com/simonealiprandi).
Riporto di seguito le slides.


EDIT: Il video integrale del seminario





L'abstract del seminario: Il pubblico dominio è quello status che si raggiunge quando tutti (davvero tutti) i diritti di privativa e gli altri vincoli su un'opera creativa vengono meno, facendola diventare patrimonio culturale dell'umanità.
Tuttavia, per come si è evoluto il meccanismo del copyright nei decenni, non è affatto cosa semplice determinare con chiarezza e certezza la caduta in pubblico dominio delle opere e di conseguenza, per una questione di prudenza o di semplice mancanza di informazione, ci si astiene dal diffondere materiale che invece, a rigor di buon senso, dovrebbe essere ampiamente caduto nel pubblico dominio. Dal canto loro, i titolari dei diritti, che ovviamente uscirebbero danneggiati dalla caduta in pubblico dominio delle loro creazioni, hanno via via trovato espedienti giuridici (tra cui alcuni davvero discutibili) per allungare artificiosamente la durata della tutela e per aumentare questo clima di FUD (fear, uncertainty and doubt) in merito alla titolarità di diritti.
A complicare la situazione, vi sono anche strani vincoli provenienti dal diritto amministrativo che coprono le riproduzioni dei beni culturali e archivistici risalenti addirittura a periodi storici in cui il copyright non esisteva, complicando ad esempio la realizzazione di Wiki Loves Monuments in Italia. Insomma, una situazione decisamente intricata e delicata dal punto di vista giuridico, che non può che ripercuotersi anche sui progetti e le iniziative della Wikimedia Foundation.
In questo seminario, dopo un'introduzione di scenario sul concetto di pubblico dominio, vi accompagnerò in una ricognizione sui principali artifici che allontanano il "pericolo" del pubblico dominio o che comunque creano il clima di incertezza che non permette al pubblico dominio di estrinsecarsi concretamente.