martedì 20 giugno 2017

Arte e consapevolezza digitale: fra diritto d’autore e creatività collettiva. Incontro divulgativo a Trieste

La mia trasferta triestina non si conclude con la giornata di formazione di oggi, ma continua domani con un incontro divulgativo che si terrà alla Stazione Rogers (riva Grumula, 14) alle ore 18.30 (con ingresso libero).
Il titolo dell'incontro è "Arte & Consapevolezza digitale: fra diritto d’autore e creatività collettiva"; oltre a me, interverrà Alessandro Rinaldi (fondatore del collettivo DMAV_Social Art Ensemble), mentre Giovanna Tinunin (esperta di relazioni digitali) farà da moderatrice.
L’incontro è un’iniziativa promossa dalla Casa dell’Arte di Trieste in collaborazione con la Stazione Rogers nell’ambito del progetto multimediale “Varcare la frontiera #4 Flussi di marea”, un articolato festival organizzato dall’associazione Cizerouno e curato da Mila Lazić e Massimiliano Schiozzi, che si avvale del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Riporto di seguito il testo di presentazione dell'evento dal sito Varcarelafrontiera.it e rimando per maggiori dettagli al comunicato stampa (disponibile qui):
Mercoledì 21 giugno 2017 alle ore 18.30 alla Stazione Rogers di Trieste si terrà un incontro multimediale sul delicato tema del diritto d’autore ai tempi del web e della crisi, in bilico fra creatività individuale, libertà sociale e consapevolezza digitale, andando così ad aggiungere un nuovo fondamentale tassello alle indagini innescate dalla Casa dell’Arte di Trieste con il ciclo di eventi espositivi e di dibattito “Immaginario oltre la crisi”, che hanno già trattato questioni urgenti come il viaggio low budget o il cibo ai tempi della crisi, parlando dell’oggi con esempi dell’arte di oggi. L’iniziativa prevede gli interventi dell’avvocato Simone Aliprandi, esperto di diritto d’autore, che rifletterà su consapevolezza digitale, leggi e ruolo dell’artista, e dell’artista Alessandro Rinaldi del collettivo DMAV_Social Art Ensemble, la cui ultima produzione si interroga proprio sui margini di libertà individuale e sociale negli spazi digitali, moderati da Giovanna Tinunin, esperta di ambienti digitali e digital storytelling, che coinvolgerà il pubblico in provocatorie e spiazzanti esercitazioni pratiche.

[EDIT] Il video integrale del mio intervento


sabato 17 giugno 2017

Pubblicare per la ricerca e la didattica: la gestione del diritto d'autore nell'università. Martedì 20 a Trieste

Dopo la tappa al CRO di Aviano, martedì 20 giugno sarò all'Università di Trieste per un corso di formazione intitolato "Pubblicare per la ricerca e la didattica: la gestione del diritto d'autore nell'università".
Il corso intende fornire un’introduzione di carattere generale alla legge sul diritto d’autore, focalizzandosi sulle sue applicazioni nel settore dell’editoria accademica, sia per quanto riguarda i contratti di edizione che per l’archiviazione e disseminazione delle pubblicazioni scientifiche su repository istituzionali e archivi della ricerca nel contesto dell’accesso aperto.
Verranno inoltre approfonditi alcuni fondamentali aspetti della legge sul diritto d'autore italiana, come i diritti esclusivi spettanti agli enti pubblici (artt. 5 e 11) e le libere utilizzazioni (artt. 68 e 70).


Il corso è rivolto a docenti e dottorandi dell'Università degli Studi di Trieste e si terrà nell'Aula Conferenze di via Weiss 21. Sarà proposto in una prima sessione dalle 9 alle 13 e riproposto identico in una seconda sessione dalle 14 alle 18 (numero massimo di partecipanti per sessione: 40).

Per iscrizioni e informazioni contattare la dott.ssa Samantha Tedesco all’indirizzo email tedesco@units.it oppure al numero di telefono 040 5586101.
Agli interessati che abbiano frequentato almeno tre ore del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

martedì 13 giugno 2017

Pubblicare e fare scienza nell'era digitale: giornata di formazione al CRO di Aviano

Lunedì 19 giugno sarò tra i docenti di una giornata di formazione organizzata presso il CRO di Aviano e intitolata "Diritti d'autore, Licenze Creative Commons, CRO OpenDocuments: pubblicare e fare scienza nell'era digitale".
Ad affiancarmi come docenti ci saranno anche Ivana Truccolo della Biblioteca Scientifica e Pazienti CRO Aviano (nonché coautrice del libro "Fare Open Access"), Mauro Mazzocut (anch'egli della Biblioteca Scientifica e Pazienti CRO Aviano), Jordan Piscanc e Romano Trampus dell'Ufficio Sistema Bibliotecario di Ateneo dell'Università di Trieste e Paolo De Paoli (Direttore Scientifico CRO Aviano).

L'obiettivo formativo della giornata è acquisire familiarità con gli aspetti pratici legati ai seguenti temi: diritto di proprietà intellettuale nell’era digitale, licenze Creative Commons, portale CRO OpenDocuments.
L'incontro attribuisce ai partecipanti 7.5 ECM. Informazioni e iscrizioni: Centro Attività Formative - tel 0434.659830 - fax 0434.659864 - email: infoformazione@cro.it.

Il programma della giornata

  • 09.00 / 09.30: Presentazione del corso e presentazione all’esperto dei quesiti raccolti (Ivana Truccolo)
  • 09.30 / 10.00: Il diritto di proprietà intellettuale (Simone Aliprandi)
  • 10.00 / 10.45: Il diritto d’autore nel mondo digitale: pubblicazioni, immagini, dati (Simone Aliprandi)
  • 10.45 / 11.00: Pausa caffè
  • 11.00 / 12.00: Licenze libere: Creative Commons e simili (Simone Aliprandi)
  • 12.00 / 13.00: Alcune liberatorie CRO riviste con l’esperto (Simone Aliprandi)
    • 13.00 / 14.15: Pausa pranzo
  • 14.15 / 15.15: Confronto con l’esperto (Simone Aliprandi)
  • 15.15 / 15.45: CRO OpenDocuments (Mauro Mazzocut, Jordan Piscanc, Romano Trampus)
  • 15.45 / 16.00: La Policy Open Access del CRO (Paolo De Paoli)
    • 16.00 / 16.30: Test finale di apprendimento

mercoledì 7 giugno 2017

A Torino si parla di Open Science con gli autori del libro Fare Open Access: il 14 giugno al Politecnico

Dopo l'appuntamento di Verona (vedi), il libro "Fare Open Access" sbarca in quel di Torino mercoledì 14 giugno alle ore 15, per un incontro di approfondimento con gli autori intitolato "Comunicazione scientifica e gestione dei diritti: cosa cambia nell'era della Open Science?" e organizzato da Politecnico di Torino e Università di Torino con il patrocinio di AIB - Associazione Italiana Biblioteche. La location sarà la Sala consultazione della Biblioteca Centrale di Ingegneria del Politecnico di Torino (Corso Duca degli Abruzzi, 24).

Il tema: nell’era della Open Science ci sono nuovi canali per diffondere e valorizzare la propria ricerca scientifica. L’Open Access garantisce la massima visibilità; ma come tutelare i propri diritti? Come “fare Open Access” in modo semplice e corretto? 

Oltre a me interverranno Elena Giglia e Nicola Cavalli, miei coautori del libro.
Introduce il prof. Marco Masoero, Delegato del Rettore per i Servizi Bibliotecari dell'Ateneo presso Politecnico di Torino; coordina il prof. Francesco Costamagna, docente di Diritto dell'Unione Europea presso Università di Torino).

Ingresso libero. Vedi il comunicato sul sito PoliTo.it. Qui a lato la locandina (cliccare per ingrandirla).





EDIT: I video degli interventi


Simone Aliprandi, Il libro "Fare Open Access" e i suoi temi centrali (vai alle slides)



Nicola Cavalli, L'editoria al servizio dell'accademia




Nicola Cavalli, Modelli economici per l'editoria open access




Elena Giglia, Fare Open Access





mercoledì 31 maggio 2017

Scenari Didattici Aperti e Innovativi: 6 giugno convegno a Vigevano

Martedì 6 giugno alle ore 15 presso l’Aula Magna dell’IC di via Anna Botto di Vigevano (ingresso da via B. Giusto, 3) si terrà il convegno conclusivo del Progetto “Formazione Insegnanti Generazione Web” organizzato dalla rete di scuole Didatticaduepuntozero e intitolato "Scenari didattici aperti e innovativi".
L'anno scorso più o meno in questo periodo vi era stato un evento simile (vedi) a cui avevo avuto il piacere di partecipare come relatore. Quest'anno non sarò relatore, ma sarò comunque presente e gestirò uno spazio di condivisione di materiale informativo, tra cui alcuni libri della collana Copyleft-Italia e altri libri curati dai relatori del convegno.

Il programma del pomeriggio prevede i seguenti interventi:
  • Apertura dei lavori e benvenuto - Alberto Panzarasa, Dirigente Scolastico 
  • Didattica senza barriere - Andrea Mangiatordi, Esperto in universal design e tecnologie per le disabilità, Università degli Studi Milano Bicocca Dipartimento Scienze Umane per la Formazione
  • Ambienti di apprendimento e altre storie - Angelo Bardini, Esperto di innovazione didattica e di tecnologie per le disabilità
  • Il mondo Open Source negli Atelier Creativi - Paolo Mauri, Esperto di innovazione tecnologica
  • Creatività digitale e successo formativo - Laura Brandolini, Esperta di robotica educativa, Associazione comPVter
  • Spazi di apprendimento innovativi - Marzio Rivera, Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo di Via Dante

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Il video integrale dell'intervento di Andrea Mangiatordi



Il video integrale dell'intervento di Marzio Rivera



Alcune foto del convegno (album Flickr)

Scenari Didattici Aperti e Innovativi (Vigevano, 6 giugno 2017)



venerdì 26 maggio 2017

Fare Open Access alla Società Letteraria di Verona (8 giugno)

Il prossimo evento legato al nuovo libro "Fare Open Access" sarà giovedì 8 giugno presso la prestigiosa sede della Società Letteraria di Verona in piazzetta Scalette Rubiani 1 (adiacente a Piazza Bra e con vista sull'Arena) dove alle ore 17.30 si terrà una conferenza di presentazione introdotta e condotta dalla dott.ssa Daniela Brunelli (Presidente della Società Letteraria).
A dialogare con me e con Nicola Cavalli (Direttore editoriale di Ledizioni e coautore del libro) ci saranno inoltre il Prof. Mario Pezzotti (Docente di Genetica agraria all'Università di Verona e Delegato del Rettore alla Ricerca) e l'Avv. Lorenzo Albertini (Docente di Proprietà intellettuale e diritto dell’editoria al Master in editoria dell'Università di Verona).

L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti; l'intero evento sarà trasmesso in diretta audio streaming sul sito http://www.societaletteraria.it/streaming/.
Riporto qui a fianco la locandina (cliccare per ingrandirla) e di seguito le slides utilizzate per l'incontro.




mercoledì 24 maggio 2017

Giovane ricercatore colombiano sotto processo per aver condiviso online un paper scientifico senza permesso: assolto

Diego Gomez, studente in un Master di Biologia presso l'Università di Quindio in Colombia, nel 2014 aveva caricato su Scribd (piattaforma per la condivisione di documenti) un paper di ricerca senza l'autorizzazione dell'autore e della casa editrice. L'autore del paper pare non averla presa molto bene e, invece di limitarsi a chiederne le rimozione al gestore della piattaforma, ha avviato un procedimento penale contro l'ingenuo Gomez. Le leggi colombiane in materia di copyright infatti sono estremamente severe su questi aspetti; egli infatti rischiava fino a 8 anni di carcere e multe molto salate.

Dopo tre anni di udienze e di ritardi vari, è arrivata la sentenza di primo grado che ha assolto il malcapitato. Ora però si attende che i titolari del copyright presentino appello alla Corte di Bogotà.

Fonte della notizia: Young Researcher Cleared by Colombian Court for Sharing an Academic Paper Online (dal sito Righttoresearch.org, interessante blog di The Right to Research Coalition); articolo del 24 maggio 2017.


Per chi volesse approfondire il tema del libero accesso alla letteratura scientifica, rimando al libro Fare Open Access. La libera diffusione del sapere scientifico nell’era digitale.


giovedì 18 maggio 2017

Evento formativo PON/PNSD su innovazione e formazione digitale (Olbia, 19 e 20 maggio)

Venerdì 19 e sabato 20 all'Istituto Deffenu di Olbia si terrà l'evento formativo PON/PNSD "Innovazione e formazione digitale": due giornate di studio e approfondimento sui principali argomenti chiave della scuola digitale.

I laboratori si svolgeranno in modalità BYOD con propri dispositivi (in linea di massima si consigliano un netbook/notebook e uno smartphone/minitablet/tablet connesso).

Io terrò un seminario specialistico di due ore intitolato "Il diritto d'autore nella didattica e le OER" e previsto per sabato alle ore 11.
Per i dettagli per l'iscrizione a seminari e laboratori rimando alla nota della scuola capofila.
Riporto di seguito il programma integrale delle due giornate (tratto da qui); cliccare sulle immagini per ingrandirle.


Programma di venerdì 19 maggio



Programma di sabato 20 maggio




sabato 13 maggio 2017

Fare Open Access: aperitivo con gli autori a Milano

Mercoledì 24 maggio 2017 alle ore 18.30 a Milano presso il Grecale's Ub (locale in via Festa del Perdono 12, di fronte all'Università Statale) ci sarà un aperitivo con gli autori del nuovo libro "Fare Open Access. La libera diffusione del sapere scientifico nell'era digitale", gentilmente offerto da Ledizioni (casa editrice dell'opera).
Ecco la locandina (clicca sull'immagine per ingrandire).

In quei giorni (mercoledì 24 e giovedì 25) proprio presso l'Università Statale di Milano si terrà un interessante convegno intitolato "Open Research Data Management: policies and tools" che vede relatori di rilevanza internazionale. Confidiamo che mercoledì pomeriggio, dopo la conclusione dei lavori in università, alcuni partecipanti del convegno vogliano proseguire il dibattito di fronte a un buon bicchiere di prosecco.

L'ingresso è libero e aperto a tutti. Solo al fine di agevolare la gestione degli spazi e la predisposizione del rinfresco, sarebbe cosa utile che chi intende partecipare confermi la sua presenza nell'apposito evento Facebook.

venerdì 12 maggio 2017

I materiali dei corsi PON per docenti al De Pace di Lecce (maggio 2017)


Riporto qui le slides utilizzate questa settimana nei corsi PON all'Istituto De Pace di Lecce.


Lezione di martedì 9 maggio


Vincoli e artifici per allontanare il "pericolo" del pubblico dominio in campo musicale

Oggi mi sarei dovuto trovare a Napoli per la giornata di studi "Note di legalità. Musica, copyright e biblioteche" organizzata da IAML Italia (Associazione Italiana Biblioteche, Archivi e Centri di documentazione musicale) con il contributo della Regione Campania e in collaborazione con SIEDAS (Società Italiana Esperti Diritto delle Arti e dello Spettacolo) e Associazione Italiana Biblioteche - Sez. Campania (vedi locandina dell'evento);
tuttavia, a causa di uno spostamento di date non previsto, l'evento si è sovrapposto con la mia attività di formazione a Lecce, rendendo impossibile per me presenziare fisicamente.

In accordo con gli organizzatori dell'evento napoletano ho quindi preparato un intervento video disponibile sul mio canale YouTube, che quindi rimarrà come testimonianza e materiale informativo anche per coloro che non sono potuti presenziare oggi a Napoli.


martedì 9 maggio 2017

Fare Open Access con i social media: il 23 maggio a Pavia

Martedì 23 maggio 2017 alle ore 15.30 presso la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia (Aula Ferrata, 1° Piano Palazzine ex cliniche mediche) si terrà una tavola rotonda intitolata Fare Open Access con i social media, a cui parteciperanno alcuni degli autori del libro "Fare Open Access. La libera diffusione del sapere scientifico nell'era digitale" (Ledizioni, 2017).
L'evento è organizzato dall'Università di Pavia (Servizi Bibliotecari) e ha il patrocinio della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo.
Ingresso libero. Al termine ci sarà un rinfresco offerto dagli organizzatori.

Riporto qui a fianco la locandina (cliccare sull'immagine per ingrandirla) e di seguito il programma del pomeriggio.

Con i saluti di:
• Lorenzo Duico, Responsabile Area Beni culturali – Università di Pavia
• Moreno Curti, Responsabile Servizio Documentazione Scientifica – Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo

Presiede e modera:
• Giorgio Panizza, Delegato del Rettore al Sistema bibliotecario di ateneo – Università di Pavia

Intervengono:
• Valeria Scotti, bibliotecaria presso Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo di Pavia
• Simone Aliprandi, avvocato presso Array e responsabile Progetto Copyleft-Italia.it
• Nicola Cavalli, direttore editoriale di Ledizioni


[EDIT] L'articolo a tutta pagina uscito su La Provincia pavese del 23 maggio 2017
(clicca sull'immagine per ingrandirla; o vai al sito del giornale per leggere il testo)



lunedì 8 maggio 2017

Proprietà intellettuale per imprese creative: seminario con aperitivo al SellaLab di Lecce

Come avevo già preannunciato (vedi post precedente), questa settimana sarò in Salento per la quarta e ultima volta (almeno fino a nuovi incarichi professionali).
Terrò lezione ancora all'Istituto De Pace di Lecce nei giorni di martedì 9 e di venerdì 12 maggio nell'ambito dei corsi PON/Snodi Formativi; ma soprattutto sarò il relatore del DigitalDrink di maggio del SellaLab di Lecce.


Il SellaLab è uno spazio coworking per professionisti, esperti di digitale, startup e innovatori, promosso e sostenuto da Banca Sella e con sede in Viale Michele de Pietro 3 nel centro di Lecce (zona Tribunale). I DigitalDrink sono incontri mensili accompagnati da un aperitivo e dedicati alla discussione e approfondimento di temi strategici per i frequentatori del coworking e per la sua rete di contatti.
L'appuntamento dunque è per giovedì 11 maggio alle ore 18 e il tema di questo incontro è la proprietà intellettuale e la tutela dei progetti imprenditoriali.
L'ingresso è gratuito ma è necessario registrarsi per tempo da questo sito: https://www.beecode.it/c/brevetti_e_proprieta_intellettuale_11_maggio_lecce.

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Brevetti, marchi, diritti d’autore... Come districarsi tra tutti questi concetti?
Questo appuntamento vuole proprio mettere ordine fra queste opzioni con casi pratici e spunti di riflessione, per permettere ai partecipanti di scegliere per il proprio progetto quella più utile per loro.
Durante la serata verranno trattati i seguenti argomenti:
  • Come si tutela un’idea creativa?
  • Brevetti, diritto d’autore e marchi. Qual è la soluzione migliore per me?
  • La tutela attraverso un contratto
  • Il segreto industriale
  • La tutela del brand e del design
La serata è quindi rivolta a tutti gli imprenditori con un progetto o un’idea da tutelare, nonché a tutti i professionisti della creatività.
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[EDIT] Le slides del seminario

mercoledì 3 maggio 2017

Sai come fa Google Maps a conoscere in tempo reale la situazione del traffico?

Questa è una delle domande che si trovano nei test preliminari dei miei corsi. In sostanza si tratta di questionari somministrati prima dell'inizio dei corsi con lo scopo di fornire al docente indicazioni sul livello di conoscenza e consapevolezza dei corsisti sugli argomenti del corso.
Questa domanda secondo me è un'ottima cartina tornasole per vedere quanto gli utenti dei servizi Internet – e in questo specifico caso dei servizi di geolocalizzazione – siano consapevoli del fenomeno big data e del concetto di crowdsourcing, che impregnano la nostra vita quotidiana da "uomini digitali" e sui quali si fonda una buona fetta dell'economia globale contemporanea.
Come fa Google Maps a conoscere in tempo reale la situazione del traffico in buona parte del pianeta?


In questo grafico mostro il risultato di un test da me somministrato negli scorsi mesi. Volutamente non fornisco specifiche indicazioni di luogo e tempo che permettano di capire a quale corso faccio riferimento; posso però dire che si tratta di un corso di formazione rivolto a soggetti con livello di istruzione medio-alto (almeno laurea triennale), tutti dipendenti pubblici, di età compresa tra i 40 e i 55 anni.
Quando alla fine del test faccio la domanda: "ma quanti di voi utilizzano Google Maps come navigatore?" un buon 80/90% alza la mano. Dunque lì emerge la mia vena pedante e faccio notare che allora in teoria quasi tutti avrebbero dovuto rispondere correttamente, dato che i termini d'uso dell'applicazione segnalano chiaramente (con avvertenze che spesso ricompaiono in corrispondenza degli aggiornamenti) che i dati forniti dagli utenti verranno raccolti dal provider e che poi tali dati saranno utilizzati per migliorare e perfezionare il servizio.

Ah, dimenticavo...
Per chi non avesse colto, la risposta esatta è la D, cioè "sono gli stessi utenti a fornire i dati a Google attraverso l'utilizzo dell'applicazione". Ciò nonostante quasi sempre la maggioranza dei rispondenti sceglie la B mostrando una certa ingenuità.

lunedì 24 aprile 2017

Le licenze per fare (davvero) Open Access

Al di fuori della rubrica su Open Access per il sito TechEconomy, condivido qui sul blog un'altra anticipazione del libro "Fare Open Access" che sarà disponibile in cartaceo e ebook tra pochissimi giorni.
Benché le licenze Creative Commons vengano definite genericamente "open", in realtà solo alcune di esse risultano compatibili  con la definizione di Open Access accettata a livello internazionale. Ecco qualche approfondimento in questo estratto del paragrafo 3 del mio capitolo.

Attualmente le licenze Creative Commons sono sei, a cui si aggiunge CC Zero (che però non è propriamente una licenza bensì una dichiarazione per il rilascio in pubblico dominio); tuttavia solo alcune risultano pienamente compatibili con la definizione di Open Access ormai diffusamente accettata. Tra i due requisiti fondanti fissati dalla Dichiarazione di Berlino, il primo prevede che “l'autore e il detentore dei diritti relativi al contributo creativo garantiscano a tutti gli utilizzatori il diritto d'accesso gratuito, irrevocabile ed universale e l'autorizzazione a riprodurlo, utilizzarlo, distribuirlo, trasmetterlo e mostrarlo pubblicamente e a produrre e distribuire lavori da esso derivati in ogni formato digitale per ogni scopo responsabile, soggetto all'attribuzione autentica della paternità intellettuale”.
Ne consegue che, delle sei licenze Creative Commons, quelle che incarnano questo approccio sono la Attribution (Attribuzione) e la Attribution - Share Alike (Attribuzione - Stessa licenza), cioè le due più libere e meno restrittive.
La prima permette massima libertà di utilizzo dell'opera, anche a scopi commerciali e con possibilità di modifica e realizzazione di opere derivate, con l'unica condizione di attribuire sempre la paternità all'autore originario (o comunque al titolare dei diritti che dà in licenza l'opera). La seconda invece aggiunge la sola condizione che, nel caso vengano realizzate opere derivate, anche queste ultime siano rilasciate con la stessa licenza; in questo modo le libertà d'utilizzo presenti sull'opera originaria vengono trasmesse anche sulle opere derivate, e via via anche sulle derivate delle derivate.
A queste due licenze si aggiunge per ovvi motivi CC Zero, strumento che, rilasciando l'opera in uno status di pubblico dominio - per così dire - "anticipato e artificiale" toglie qualsivoglia vincolo di copyright (tra cui teoricamente anche quello della citazione dell'autore originario, in quegli ordinamenti in cui non esista una norma che invece renda ciò un obbligo a priori).

Questa immagine mostra le 6+1 licenze in ordine dalla più libera alla più restrittiva, con indicazione di quelle compatibili con i principi dell'Open Access.


In alcuni casi specifici, ad esempio nel caso di opere saggistiche, nelle quali la visione personale dell'autore ha un forte peso, può essere ritenuta accettabile la licenza Attribution - NoDerivatives (Attribuzione - Non opere derivate), cioè una licenza che permette ampie libertà di riutilizzo ma non consente la realizzazione di opere derivate. Si tenga comunque presente che questa licenza non risulta compatibile con la definizione di Open Access.
Non vi è dubbio invece che le licenze con clausola “Non Commercial” (per altro molto utilizzate dalle case editrici che abusano del termine “Open Access”) restino escluse dalle licenze considerate pienamente “aperte”.

Per altri approfondimenti e indicazioni pratiche come questa, rimando alla lettura dell'intero libro.

giovedì 20 aprile 2017

Open Access: come fare? Una mia nuova rubrica per TechEconomy.it

In occasione dell'imminente uscita del libro Fare Open Access. La libera diffusione del sapere scientifico nell’era digitale, che – ricordiamolo – è fissata definitivamente per venerdì 28 aprile, inizia oggi la mia collaborazione con il sito TechEconomy.it, per il quale curerò una serie di articoli proprio mirati a fornire consigli operativi e chiarimenti teorici su come mettere in pratica correttamente i principi dell'open licensing nell'ambito della comunicazione scientifica.
Questi articoli rappresentano di fatto un'anticipazione di parte dei contenuti del capitolo 4 del libro da me scritto e intitolato proprio "Come gestire i diritti d’autore per fare Open Access".
Di seguito i titoli e i link agli articoli che man mano usciranno:

Screenshot della pagina 111 del libro (inizio del paragrafo 4 del capitolo 4)

giovedì 13 aprile 2017

Il nuovo bando MIUR sulla cittadinanza digitale: un'occasione imperdibile per parlare di openness

Nelle scorse settimane il Ministero Istruzione Università e Ricerca ha pubblicato il nuovo bando per lo sviluppo del pensiero computazionale, della creatività digitale e delle competenze di “cittadinanza digitale”, a supporto dell'offerta formativa.
Credo si tratti di un'occasione imperdibile per far sì che alcuni temi a me cari inizino seriamente a essere parte integrante dell'offerta formativa per gli insegnanti, i dirigenti e gli altri operatori della scuola pubblica.
Mi riferisco in particolare ai principi fondanti del diritto d'autore, specialmente nella loro applicazione al mondo della creatività digitale e multimediale; ma penso anche ai nuovi modelli di gestione del diritto d'autore come le licenze Creative Commons che permettono un riuso collaborativo dei contenuti didattici, facendoli diventare a pieno titolo Open Educational Resources; e infine – perché no – non tralascerei i temi del riuso virtuoso di software open source, degli standard aperti e dell'interoperabilità delle tecnologie.
Si legge infatti nel bando:
Per i percorsi di “pensiero computazionale e creatività digitale”, particolare attenzione deve essere riservata a: 
  • promuovere gli elementi fondamentali per l’introduzione alle basi della programmazione, anche allo scopo di sviluppare le competenze collegate all’informatica; 
  • sviluppo del pensiero computazionale per rafforzare la capacità di analisi e risoluzione dei problemi  e l’utilizzo dei suoi strumenti e metodi, sia attraverso tecnologie digitali sia attraverso attività  unplugged, per stimolare un’interazione creativa tra digitale e manuale, anche attraverso  esperienze di making, robotica educativa e internet delle cose.
 Per i percorsi di “cittadinanza digitale”, particolare attenzione deve essere riservata a:
  • consapevolezza delle norme sociali e giuridiche in termini di “Diritti della Rete”, educazione all’uso positivo e consapevole dei media e della Rete, anche per il contrasto all’utilizzo di linguaggi  violenti, alla diffusione del cyberbullismo, alle discriminazioni; 
  • educazione alla valutazione della qualità e della integrità delle informazioni, alla lettura, scrittura e  collaborazione in ambienti digitali, alla comprensione e uso dei dati e introduzione all’open  government, al monitoraggio civico e al data journalism; 
  • azioni per stimolare la creatività e la produzione digitale, l’educazione all’uso dei nuovi linguaggi  del digitale, ai nuovi modelli di lavoro e produzione, alle potenzialità dell’interazione tra fisico e digitale.
Per qualche spunto sugli argomenti da sviluppare legati appunto al mondo del diritto d'autore on line e delle licenze open in ambito didattico, rimando ai materiali da me realizzati per il corso “animatori digitali” tenuto all'Istituto Cairoli di Pavia nonché alle videolezioni da me registrate per il sito WikiScuola.it. Confido vivamente che le varie scuole e gli snodi formativi coinvolti nell'iniziativa abbiano la lungimiranza di strutturare le loro proposte di partecipazione al bando declinandole in questa direzione.
Ricordo infine che il bando prevede come scadenza il giorno 5 maggio (ore 15), che la trasmissione dei piani firmati dovrà avvenire poi entro il giorno 15 maggio e la conclusione dei corsi entro l'anno scolastico 2018/2019; la procedura è a carico dei dirigenti scolastici.
Un'utile sintesi schematica del bando e dei vari adempimenti è stata realizzata dal Prof. Antonio Leo ed è disponibile online qui.

mercoledì 12 aprile 2017

Due giornate di formazione per la Regione Friuli Venezia Giulia

In questi giorni sto tenendo un corso di formazione per i dipendenti della Regione Friuli-Venezia Giulia intitolato "Il diritto d'autore sul web e sui social media. Percorso per gli operatori degli enti pubblici" che rientra nel ciclo di incontri formativi "#RegioneFVG: Percorsi per la realizzazione di una comunicazione istituzionale web partecipata".

Condivido qui le slides utilizzate durante il corso.



martedì 4 aprile 2017

I materiali dei corsi per docenti e animatori digitali al De Pace di Lecce (aprile 2017)

Come già segnalato in altro post, in questi giorni (da lunedì 3 a venerdì 7 aprile) sto tenendo dei corsi PON/FSE presso lo snodo formativo "Istituto De Pace" di Lecce. Si tratta di tre corsi rispettivamente rivolti a docenti, animatori digitali e personale amministrativo.
Gli argomenti delle singole lezioni:
  • 3 aprile (Docenti): PSND; E-security e privacy; Educazione ai social media
  • 4 aprile (Animatori digitali): 1- Sicurezza dati e privacy; 2- Diritto d'autore e licenze Creative Commons 
  • 5 aprile (Personale tecnico): Sicurezza dati e privacy (definizioni e norme)
  • 6 aprile (Docenti): Privacy e copyright sul web e sui social media 
  • 7 aprile (Personale tecnico): Dematerializzazione dei documenti nella PA (documento informatico, accessibilità, open data)

Condivido di seguito i materiali da me utilizzati, ricordandovi che si tratta di documenti liberamente riutilizzabili in quanto rilasciati con licenza CC Attribution-ShareAlike (per dettagli aprire il link con la licenza presente in ciascun file).


Lezione di lunedì 3 aprile - Docenti


Lezione di martedì 4 aprile - Animatori digitali (parte prima)



Lezione di martedì 4 aprile - Animatori digitali (parte seconda)




Lezione di mercoledì 5 aprile - Personale tecnico







sabato 1 aprile 2017

Nuova creatura in arrivo: un libro sull'Open Access

Come avrete già saputo dai vari post sui miei canali social, ho in gestazione un nuovo libro che verrà partorito tra circa tre settimane. Si intitola "Fare Open Access. La libera diffusione del sapere scientifico nell’era digitale", è da me curato e contiene contributi anche di Nicola Cavalli, Elena Giglia, Valeria Scotti, Ivana Truccolo.
Trovate tutte le informazioni editoriali e i titoli dei vari capitoli a questa pagina del mio sito web aliprandi.org. Il libro sarà ovviamente rilasciato con una licenza coerente con la definizione di Open Access e nello specifico la Creative Commons Attribution 4.0; e sarà rilasciato appena possibile in versione digitale. La versione cartacea, anch'essa sotto la stessa licenza, verrà distribuita a livello nazionale da Messaggerie Libri; la promozione sarà invece affidata a Massimo Roccaforte – Agenzia NFC.


In questi giorni siamo in fase di correzione delle bozze editoriali e manderemo in stampa appena possibile. Dal 28 aprile* (data ufficiale di uscita annunciata dalla casa editrice Ledizioni) in poi organizzeremo una serie di iniziative di presentazione dell'opera, in collaborazione con gli autori coinvolti e le istituzioni di appartenenza.
Confido che fin da subito gli enti interessati ai temi trattati nell'opera (mi vengono in mente principalmente le biblioteche, ma anche le università e i centri di ricerca) prendano in considerazione di prenotare una copia cartacea del libro e di organizzare un evento di presentazione dell'opera o di dibattito sui suoi argomenti.
Per rimanere aggiornati sui prossimi sviluppi, suggerisco di seguire la mia pagina Facebook e il mio account Twitter.

* La data inizialmente comunicata era il 21 aprile, ma a causa delle festività pasquali e del "ponte" del 25 aprile è slittata di una settimana.

giovedì 30 marzo 2017

Fine di lucro e file sharing di opere coperte da copyright: la sentenza del Tribunale di Frosinone

Nei giorni scorsi sono circolati vari articoli e commenti in merito a una sentenza del Tribunale Civile di Frosinone che, pronunciandosi su opposizione all'ordinanza-ingiunzione, ha annullato una sanzione di circa 600 mila euro comminata dalla Guardia di Finanza ai titolari del dominio Filmakers.biz e dei domini ad esso connessi, per violazione dell'art. 171-ter della legge sul diritto d'autore. (Per chi non lo sapesse, Filmakers.biz è uno dei principali siti di condivisione di film e serie tv.)
Si tratta di una sentenza innovativa dato che per la prima volta a livello europeo un giudice riconosce le ragioni del service provider e della sua difesa (qui nella persona dell'avv. Fulvio Sarzana) a scapito delle ragioni dei titolari dei diritti. Per un commento più dettagliato del provvedimento si rimanda all'articolo "Leciti i link ai siti con streaming di film", prima sentenza in Italia uscito su Repubblica.it, nel quale l'avv. Marco Scialdone dichiara:
"Per la prima volta, è stato ristabilito lo stato di diritto nelle questioni di copyright. Questo è infatti il primo giudice che riconosce che se non ci sono prove sufficienti, un sito non può essere chiuso e il suo gestore sanzionato. Finora invece in Italia c'è stato un automatismo, come un riflesso culturale più che giuridico: se un sito era bollato come pirata, il giudice non usava le solite cautele per verificare l'impianto probatorio. Il tutto perché le tante battaglie politiche fatte dall'industria del copyright ha fatto passare l'idea che certe attività sono di per sé illegali, quindi attenzione del giudice si abbassava nell'affrontare i casi."
Interessante la massima che si può estrarre dalla sentenza (che in realtà è abbastanza sintetica) in merito al concetto di "fini di lucro" nell'ambito della diffusione non autorizzata sul web di materiale protetto da copyright.
Giova precisare che l'articolo 171-ter, 2 comma, lett a-bis della L. 633/41 presuppone la comunicazione al pubblico a fini di lucro di un'opera protetta dal diritto d'autore o di parte di essa attua attraverso connessioni di qualsiasi genere.
Con l'espressione a fini di lucro deve intendersi un fine di guadagno economicamente apprezzabile o di incremento patrimoniale da parte dell'autore del fatto ne consegue che, alla fine della commissione dell'illecito in esame deve essere raccolta la prova dello specifico intento del file sharer di trarre dalla comunicazione al pubblico, per il tramite della messa in condivisione in rete di opere protette, un guadagno economicamente apprezzabile e non un mero risparmio di spesa.
Il fine di lucro costituisce, dunque, il requisito essenziale di punibilità.
Nella fattispecie in esame, nel richiamato verbale della Guardia di Finanza, a parte l'iniziale generico richiamo alle indagini svolte nei confronti di una pluralità di domini che assoggettava pubblicità preliminare l'accesso alla visione dell'opera tutelata, nulla risulta specificamente verificato l'allegato in relazione alla natura dei banner pubblicitari e alla effettiva capacità di produrre reddito in favore di filemakers.biz, filemaker.me, filemakerz.org e cineteka.org.
Il testo integrale della sentenza (Tribunale di Frosinone, N. 181/2017; r.g. 1766/2015) è disponibile su JurisWiki.it.


La mera digitalizzazione non crea un copyright

In questo articolo cerco di chiarire una volta per tutte un concetto chiave del diritto d'autore che viene a mio avviso troppe volte dimenticato se non volutamente ignorato: l'attività di semplice digitalizzazione di documenti di pubblico dominio non crea un diritto di privativa a favore di chi la realizza. Argomenterò in maniera più dettagliata in un paper di prossima uscita; ma ritengo fondamentale e urgente mettere nero su bianco queste considerazioni.

Per approfondire, suggerisco di leggere anche le voci "When to use the PD-scan tag" e "Threshold of originality" sul sito di Wikimedia Commons.
Altri miei articoli su temi simili:
  • Il copyright anche dove non c’è. La vicenda del pubblico dominio perduto (leggi)
  • Copyright senza confini, usi liberi sempre più limitati (leggi)
Invito anche alla visione del video (con slides incorporate) del mio intervento al convegno "Pensare in rete, pensare la rete per la ricerca, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico" intitolato "Quando non c'è una licenza. Lo strano principio open by default sui dati delle PA".

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Il FUD per comprimere il pubblico dominio 

L’industria del copyright ha negli anni sviluppato degli “anticorpi” contro il pubblico dominio e ha trovato vari modi per mantenere il controllo su opere anche molto datate e quindi comunemente (ma anche ingenuamente) considerate ormai patrimonio dell’umanità.
Gli artifici e gli stratagemmi sono vari e non possono essere illustrati nel dettaglio in questa sede; trovate qualche spunto nel video e nelle slides del mio intervento al Festival del pubblico dominio tenutosi a Torino lo scorso dicembre (vai al post). Tuttavia ad accomunarli c’è l’idea di incutere nei potenziali utilizzatori quello che nel gergo dei nuovi media è chiamato FUD, cioè fear, uncertainty, doubt (paura, incertezza, dubbio). Secondo questo approccio, non conta tanto la legittimità di una pretesa o la reale sussistenza di un diritto; ciò che conta è incutere timore nei potenziali utilizzatori in modo che, presi appunto dal dubbio, preferiscano astenersi per non incorrere in scocciature legali. Questa forma di “copyright trolling” è assolutamente da deprecare, in un mondo come quello di oggi in cui il livello di confusione e incertezza su questi temi è già fisiologicamente elevato.

Digitalizzazione e carattere creativo

Sempre più spesso sento sostenere la tesi secondo cui dare in pasto dei documenti del 1700 (manoscritti, spartiti, cartine geografiche...) a uno scanner generi un non ben definito diritto di privativa a favore di chi ha realizzato la digitalizzazione. Chiariamolo una volta per tutte: la mera digitalizzazione, a maggior ragione se fatta con sistemi automatizzati, non genera un diritto d’autore e nemmeno un diritto connesso. Tenendo ben presente che l'elemento costitutivo del diritto d'autore è il “carattere creativo” e quindi la sussistenza di una scelta creativa/intellettuale da parte di un autore, si capisce che una mera digitalizzazione è quanto di meno creativo possa esistere (anzi, meno creativa è meglio è!); tant’è che può essere tranquillamente eseguita da una macchina.
Essere la persona che ha comprato la macchina o che ha premuto il tasto che attiva la macchina o che ha scritto il software che fa funzionare la macchina non sono requisiti sufficienti affinché si crei un diritto di privativa sulla digitalizzazione. E non rileva il fatto che per effettuare la digitalizzazione servano tempo, risorse e competenze tecniche, perché comunque il diritto d'autore richiede che vi sia un'attività creativa anche minima. Gli anglosassoni definiscono l'originalità/creatività come la somma di tre “ingredienti”: skill, labour, judgement, cioè competenza, lavoro/fatica e scelta/giudizio. Sembra davvero difficile che un procedimento automatizzato possa integrare pienamente questi tre requisiti.

La legge sul diritto d'autore lo dice chiaramente

Si tenga presente inoltre che la legge italiana sul diritto d’autore, pur attribuendo una tutela minore (un diritto connesso di vent’anni dallo scatto) per le fotografie con intento di documentazione e prive di carattere creativo, all’articolo 87 precisa che non sono soggette ad alcun tipo di protezione le fotografie di scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili; in effetti tali riproduzioni non integrano né un intento creativo in senso pieno, né un intento di documentazione.

Rimane solo il diritto sui generis

Dunque, l’unico diritto di privativa che può insistere su queste digitalizzazioni, è il cosiddetto diritto sui generis, di cui abbiamo discusso spesso in queste pagine e di cui non possiamo illustrare nel dettagli il funzionamento in questa sede (a tal proposito rimando alla mia videolezione "Quali diritti sui dati?"). Tale diritto però si può avere solo quando le digitalizzazioni vengono raccolte e organizzate in una banca dati e quando questa attività di raccolta e organizzazione ha richiesto un rilevante investimento. E comunque copre solo eventuali estrazioni e riutilizzi di parti sostanziali della banca dati. Sul singolo file, diffuso al di fuori di una banca dati, non vi è alcun diritto di privativa.

Licenze Creative Commons su opere di pubblico dominio?

Ne consegue anche che rilasciare queste digitalizzazioni con delle licenze open content (Creative Commons o simili) diventa un non-sense giuridico. Una licenza può essere applicata da chi detiene i diritti su un'opera; se nessuno detiene dei diritti, nessuno può applicare una licenza. Inoltre che utilità ha dire che un'opera è utilizzabile liberamente attraverso una licenza open se quell'opera è già in pubblico dominio e quindi di per sé già liberamente utilizzabile senza alcun vincolo e senza alcuna condizione? In tutti quei casi, la scelta più opportuna è l'applicazione di un "public domain mark" tipo quello proposto da Creative Commons (vedi) o anche un semplice disclaimer che chiarisca lo status di pubblico dominio (come ad esempio quelli utilizzati da Wikimedia Foundation nei suoi siti web).

Certo, c'è sempre la famosa tutela sulle riproduzioni di beni culturali prevista dagli articoli 107 e 108 del Codice Beni Culturali... ma quella è tutta un'altra storia (di cui tra l'altro abbiamo già parlato in altra sede); e comunque non ha nulla a che fare con il copyright.

sabato 25 marzo 2017

Le mie videolezioni per il corso "animatori digitali" di Wikiscuola.it

Visto il particolare interesse destato dalla diffusione dei materiali dei corsi di formazione che sto tenendo nei vari Snodi Formativi della scuola pubblica, segnalo in questo post le tre videolezioni da me tenute l'anno scorso per il corso "Animatori digitali" del sito Wikiscuola.it.
Si tratta di contributi video con slides in primo piano, di circa 40 minuti ciascuno, appositamente pensati per rendere questi argomenti fruibili e meglio comprensibili a chi opera nel mondo della scuola. Mi sembrano venute bene e confido che possano risultare utili.

Seguendo i link sotto riportati trovate i post con le slides e i video:

  • Il diritto d'autore nella scuola: un'introduzione > VEDI
  • Le licenze Creative Commons e i contenuti aperti nella scuola > VEDI
  • Privacy e diritti d'immagine nella scuola > VEDI

Approfitto per segnalare anche il video del mio intervento nel convegno intitolato "DidatticaDuePuntoZero" e organizzato il 27 maggio 2016 da un'omonima rete di scuole pubbliche lombarde, con capofila l’Istituto Comprensivo di Via Anna Botto a Vigevano.

  • Creare contenuti digitali a scuola: come gestire i diritti d'autore? > VEDI
Infine, ricordo che, seguendo la TAG "scuola" di questo blog, trovate TUTTI i miei post e i miei materiali (slides, articoli, video) relativi all'ambito della scuola e della didattica in generale.

NOTA: per chi non l'avesse notato, TUTTO il materiale da me prodotto è rilasciato sotto licenze Creative Commons; quindi potete tranquillamente riutilizzarlo senza dovermi chiedere preventiva liberatoria (ovviamente, nel rispetto dei termini della licenza).

domenica 19 marzo 2017

I materiali per il corso animatori digitali al Cairoli di Pavia

Nei giorni lunedì 20, giovedì 23 e martedì 28 marzo sarò docente in un corso per animatori digitali sui temi della sicurezza informatica nella didattica e sulla gestione dei contenuti nella comunicazione web.
Ho predisposto tre lezioni:

  • la prima intitolata E-Safety: fare didattica in sicurezza | Sicurezza dati e privacy (definizioni e norme) 
  • la seconda intitolata Pubblicare e comunicare 1: gli ambienti del web | Il diritto d'autore sul web e sui social media
  • la terza intitolata Pubblicare e comunicare 2: gli ambienti del web | Liberatorie e licenze open nella scuola digitale

Condivido in questo post i materiali utilizzati (che in sostanza consistono nelle slides e nei link in esse contenuti).
NOTA: le slides, come d'altronde tutti i materiali da me prodotti, sono rilasciate sotto licenza Creative Commons, quindi sono liberamente riutilizzabili (nel rispetto delle condizioni della licenza).



mercoledì 15 marzo 2017

Come e perché vengono rimossi contenuti dai social media?

Uno dei temi a me più cari nell'ambito del diritto di Internet è quello dei criteri con cui i gestori delle grandi piattaforme social (Facebook, Twitter, YouTube...) decidono di rimuovere un contenuto o addirittura anche sospendere un utente.
Già in vari articoli ho segnalato i problemi di questo sistema, prendendo le mosse da alcuni casi di studio realmente accaduti a persone che conosco direttamente. In particolare segnalo questi post:
  • La comunità che non c’è (ottobre 2014): leggi
  • La pseudo-legge dei social network, tra utopia e anarchia (luglio 2016): leggi
  • Censure a nudo (settembre 2016): leggi
Come spiego nei vari post, spesso non si riesce a cogliere una palpabile coerenza negli interventi censori: da un lato battute goliardiche e indiscusse opere d'arte (come la vagina del quadro L'origine del mondo) vengono rimosse, dall'altro prolificano pagine e gruppi (con migliaia di follower) che inneggiano alla violenza, al razzismo o -ancora peggio- la nazi-fascismo. Interessante era stato anche l'articolo di Wired.com "Gli operai che tengono le foto di cazzi e le decapitazioni fuori dal tuo feed Facebook" che metteva in luce la triste situazione degli operatori addetti a questa attività di verifica e rimozione, facendo notare che non si tratta certo di raffinati giuristi nè di esperti di etica della comunicazione.
Ora un giornale tedesco, il Süddeutsche Zeitung, è riuscito a entrare in possesso di un documento in cui sono illustrati questi criteri e lo ha reso pubblico nell'articolo "Facebook’s secret rules of deletion" (a firma By Till Krause e Hannes Grassegger). Se sentite più a vostro agio con un articolo in italiano, potete leggere "Le regole segrete della cancellazione dei post su Facebook" di Arturo Di Corinto.
Ovviamente questo non è un quadro completo ma è sicuramente un passo avanti per comprendere meglio i retroscena di questo mondo.
L'aspetto che a mio avviso sarebbe interessantissimo approfondire è quello degli algoritmi che si occupano della rimozione di contenuti. Tutti sanno infatti che prima di un controllo "umano", vi è il filtro di un controllo "automatizzato" da parte di software specifici impostati per riconoscere parole chiave "delicate" e immagini oscene.

martedì 14 marzo 2017

Conoscere e gestire le licenze open source: webinar per Officina-Linux.it

Giovedì 16 marzo alle ore 17, per circa un'ora, terrò un seminario online (anche detto webinar) su Officina-Linux.it, sito web che propone corsi sia online che dal vivo sulle tecnologie open source.
Il seminario partirà da un inquadramento generale del concetto di licenza d’uso per software per arrivare a illustrare le più diffuse licenze di software libero e open source.
Dopo un breve excursus storico su come negli anni 80 si sia percepita l’esigenza di questo nuovo modello di gestione del copyright sul software, verranno spiegati i meccanismi di base della tutela del software e del licensing nonché i principi che accomunano le principali licenze open (libertà, disponibilità del codice, copyleft).
Infine verranno presentate le macrocategorie in cui esse vengono comunemente classificate, così da agevolare la comprensione dei loro effetti giuridici e la scelta della soluzione più adeguata.
L'iscrizione al webinar è gratuita, previa registrazione su questo form. Una volta registrati, sarà possibile seguire il seminario ponendo le vostre domande in diretta attraverso l'apposita chat.

[EDIT] La registrazione video (con slides) del webinar



[EDIT] Condivido le slides utilizzate per il webinar


lunedì 6 marzo 2017

I materiali utilizzati per i corsi PON al Deledda di Lecce (marzo 2017; destinatari: docenti)

Riporto qui le slides da me utilizzate durante questa seconda tornata di corsi di formazione presso l'Istituto Deledda di Lecce, tenutasi tra il 2 e il 9 marzo 2017. All'interno dei file trovate anche i link ad altri materiali di approfondimento (video, documenti...) già disponibili online.

MODULO 1 - Sicurezza dati e privacy (definizioni e norme)

MODULO 2 - Copyright e licenze open nella didattica






lunedì 27 febbraio 2017

Tre eventi divulgativi in provincia di Brindisi

Come già avevo annunciato tempo fa (vedi post), dal 2 al 10 di marzo sarò a Lecce per tenere dei corsi di formazione per i docenti della scuola pubblica, nell'ambito di un bando PON/Snodi Formativi.
Per l'occasione, grazie alla collaborazione di alcuni volenterosi attivisti della zona (che ringrazio), siamo riusciti a organizzare anche alcuni incontri divulgativi aperti al pubblico, che si terranno tutti nella provincia di Brindisi. Eccoli:
  • sabato 4 marzo (che in tutto il mondo è l'OpenDataDay) sarò a Francavilla Fontana per un evento sull'open data, intitolato Inside Open Data organizzato dall'Assessorato all'innovazione del Comune di Francavilla Fontana in collaborazione con l'associazione Fare Zero (vedi maggiori dettagli);
  • domenica 5 marzo sarò invece alla Biblioteca Comunale di Ostuni per il dibattito pubblico Internet da far west (vedi maggiori dettagli);
  • venerdì 10 marzo, infine, sarò ancora a Francavilla Fontana presso il Liceo Classico "V. Lilla" per l'incontro divulgativo Il Diritto d'autore sui contenuti didattici (vedi maggiori dettagli).
Tutti gli incontri si tengono nel pomeriggio e sono a ingresso gratuito, previa registrazione (vedere i dettagli nei rispettivi link).
Confido di vedere qualche amico pugliese ad almeno uno di questi appuntamenti. Chi non potesse venire a nessuno dei tre appuntamenti ma volesse comunque salutarmi, comunque alloggerò a Lecce e sarò indicativamente libero sia per pranzo che per cena.



Il Diritto d'autore sui contenuti didattici: incontro divulgativo a Brindisi

Dopo l'evento sugli open data di sabato 4 marzo, venerdì 10 marzo sarò nuovamente a Francavilla Fontana (BR) per un incontro divulgativo intitolato "Il Diritto d'autore sui contenuti didattici" e aperto alla cittadinanza.
L'appuntamento è per le ore 14.30 presso l'Aula Magna del Liceo Classico "V. Lilla" in Viale Lilla 21 a Francavilla Fontana. La partecipazione è libera previa registrazione al sito tinyurl.com/SAliprandi.
A introdurre l'incontro ci sarà Francesco Piersoft Paolicelli (civic hacker ed esperto di open data) e a fare da "padrone di casa" sarà invece Mimmo Aprile (docente presso il liceo Lilla).
Riporto la locandina dell'evento.



[EDIT] Condivido qui le slides utilizzate per il seminario



domenica 26 febbraio 2017

Internet da far west: a Ostuni un dibattito pubblico sulla libertà tecnologica

Il giorno successivo all'OpenDataDay, che quest'anno celebrerò a Francavilla Fontana (vedi post), sarò ancora nella provincia brindisina per un altro incontro divulgativo: un dibattito pubblico intitolato "Internet da far west: la libertà tecnologica" che si inserisce in un più ampio ciclo di incontri sul macro-tema della libertà, organizzati da Liber Libro.

Tutti parlano di Internet come luogo di libertà universale. Ma è realmente così? Cercheremo di rispondere a questo quesito e a sollevare altri interrogativi con i seguenti interventi:
  • Simone Aliprandi, fondatore di Copyleft-Italia.it e Juriswiki.it, con il tema "Chi scrive le regole di Internet?"
  • Nicky Persico, avvocato, romanziere e poeta, con il tema "Libertà e Pensiero",
  • Francesco Chirico, informatico, con il tema "Libertà e partecipazione... in rete",
  • Margherita Cinefra, educatrice, formatrice di servizio civile per Arci Nazionale, Presidente dell'associazione "Le radici e le ali ArciRagazzi" con il tema "Libertà è creatività
  • Moderazione di William Donzelli; con la partecipazione dello psicologo Raffaele Farina
L'appuntamento è per domenica 5 marzo 2017 alle ore 17.30 presso Biblioteca Comunale "Trinchera" di Ostuni (BR); ingresso libero. E' possibile seguire gli sviluppi dell'iniziativa seguendo l'apposito evento Facebook: www.facebook.com/events/375006049552912/.

EDIT: Il video del mio intervento