venerdì 15 dicembre 2017

Testo integrale della sentenza di Palermo sulle riproduzioni del Teatro Massimo

Sono riuscito a reperire la sentenza del Tribunale di Palermo sulla vicenda delle riproduzioni a scopo di lucro del Teatro Massimo, di cui si era discusso nelle scorse settimane (vedi articolo su Repubblica.it "Sentenza storica a Palermo: solo il Massimo può usare foto del teatro"). 

La sentenza rappresenta, assieme alla simile ordinanza fiorentina sulle riproduzioni del David di Michelangelo (vedi articolo), un interessante precedente sull'applicazione e intepretazione giurisprudenziale dei principi di cui agli articoli 107 e 108 del Codice Beni Culturali.
Di seguito riporto il testo della sentenza, sia in versione PDF scan (da SlideShare) sia in versione testuale OCR.

Per approfondimenti sul tema, rimando ai seguenti miei contributi:
Vincoli alla riproduzione dei beni culturali, oltre la proprietà intellettuale. Il mio contributo per Archeologia e Calcolatori (vai)
Tutela dei beni archivistici e culturali: questione di copyright? (vai)
- Potrebbe esserci un copyright: il mio intervento a itWikiCon 2017 (vai)





Sentenza n. 4901/2017 -- pubblicata il 21/09/2017 -- RG n. 1471/2014


REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI PALERMO
Prima Sezione Civile

Nella persona della Dott.ssa Sebastiana Ciardo, in funzione di Giudice
monocratico, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Nella causa iscritta al n° 1471 del Ruolo Generale degli Affari contenziosi civili
dell'anno 2014

TRA

Fondazione Teatro Massimo in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliato a Palermo, in via Caltanissetta n. 1, presso lo studio degli avv.ti
Giuseppe Mazzarella e Roberta Sanseverino che li rappresenta e difende per mandato in
atti
ATTORE

CONTRO

Banca Popolare del Mezzogiorno s.p.a. in persona del legale rappresentate pro
tempore,
la rappresenta e difende per mandato in atti
COVENUTA OPPOSTA

Conclusioni delle parti: le parti concludevano come da verbale dell'udienza di precisazione delle
conclusioni del 16 maggio 2017.

__________________
MOTIVI DELLA DECISIONE

Con atto di citazione ritualmente notificato la Fondazione Teatro Massimo, in
persona del legale rappresentante pro tempore, conveniva in giudizio la Banca Popolare
del Mezzogiomo, in persona del legale rappresentante pro tempore, chiedendo: ritenere e
dichiarare la Banca Popolare del Mezzogiomo, responsabile per le causali esposte in
narrativa, dell'illecito utilizzo e riproduzione dell'immagine del Teatro Massimo di
Palermo e, conseguentemente, condannare l’odierna convenuta al risarcimento dei danni
non patrimoniali in favore della Fondazione Teatro Massimo, quantificati in complessivi €
200.000,00 o nella minore o maggiore somma, se del caso equitativamente determinata,
ritenuta di giustizia; ancora, condannare la Banca Popolare del Mezzogiorno al
risarcimento dei danni patrimoniali in favore dell'odierna attrice quantificati in
complessivi € 1.600.000,00 o nella minore o maggiore somma, se del caso equitativamente
determinata, ritenuta di giustizia, con salvezza di spese ed onorari.
A fondamento delle domande proposte l'attrice esponeva che la Banca Populare del
Mezzogiorno, in assenza di permesso o autorizzazione, aveva avviato una massiccia
campagna pubblicitaria denominata "Palermo al centro", affiggendo cartelloni riproducenti
la fotografia del Teatro Massimo, alfine di promuovere le proprie agenzie presenti sul
territorio, sì da associare l'immagine di uno dei più grandi e prestigiosi teatri del mondo.
Soggiungeva di vantare un diritto all'utilizzo esclusivo del bene e della stessa
immagine, in forza dell'art. 15 D.Lgs. 367/1996, che poteva concedere in uso a privati solo
in forza del combinato disposto degli artt. 106 e 107 del D.Lgs. 42/2004, previa
autorizzazione rilasciata dalla stessa Fondazione in cambio del pagamento di un canone
concessorio determinato ai sensi dell'art. 108.
Allegava l'esistenza sia di un danno patrimoniale, per mancato introito della somma
dovuta a titolo concessorio, sia di un danno all'immagine derivante dallo sfruttamento
della riproduzione di un bene avente un elevato interesse storico ed artistico per fini di
lucro. 
Si costituiva in giudizio la Banca Popolare del Mezzogiomo, in persona del legale
rappresentante pro tempore, la quale contestando nel merito l'azione proposta rilevava
preliminarmente, di avere affidato incarico per la promozione pubblicitaria dell'imminente
trasferimento nel centro citta di alcune agenzie, alla società [OMISSIS] la quale aveva, a sua volta, reperito le fotografie del Teatro Massimo sul
sito web gestito da [OMISSIS] società statunitense operante a livello mondiale con legittimo utilizzo dell'immagine già presente sul web.
Rilevava altresì, che per 1'immagine di beni visibili all'estremo non esisteva alcun
diritto di privativa ed erano liberamente fruibili da terzi anche per fini commerciali purché
l'uso fosse non pregiudizievole per il valore artistico e culturale dell'opera raffigurata
Contestava infine la domanda sotto il profilo del quantum risarcitorio richiesto a
titolo di "prezzo del consenso", del tutto privo di supporto probatorio evidenziando,
inoltre, che nessuna violazione dell'immagine era potuta scaturire da fotografie associate
ad un girotondo di bambini, figura piuttosto gioiosa avente valenza promozionale.
Cosi concludeva: “rigettare integralmente perché infondate in fatto ed in diritto, per
le motivazioni sopra esposte, sia sotto il profilo dell'an che del quantum debeatur, tutte le
domande, ragioni eccezioni e difese proposte dalla Fondazione Teatro Massimo di
Palermo, con alto di citazione notificato in data 27.01.2014 perché illegittime,
inammissibili, carenti di prova alcuna e comunque non dovute perché illegittime e prive
dei presupposti giuridici. Condannare controparte al pagamento delle spese, competenze
ed onorari di causa.”
All'udienza del 16 maggio 2017 sulle conclusioni precisate dalle parti la causa 
stata posta in decisione.

Tanto premesso, la vicenda che fa da sfondo alla domanda risarcitoria proposta trae
origine dall'utilizzo dell'immagine del Teatro Massimo, sulla cartellonistica pubblicitaria
utilizzata dalla Banca Popolare del Mezzogiorno s.p.a. (di seguito RPM) per la campagna
"Palermo al centro".
La Fondazione Teatro Massimo (di seguito Fondazione), invocando la normativa
contenuta nel D.Lgs. 42/2004 (c.d. codice dei beni culturali), ha lamentato l'indebito
utilizzo dell'immagine del teatro senza che la convenuta avesse preventivamente chiesto
alcuna concessione nè avesse pagato il relativo corrispettivo, oltre ad una lesione della
stessa immagine impiegata a scopo di lucro.
Prima di analizzare partitamente le due doglianze e i diversi segmenti del diritto
fatto valere in giudizio, è necessario muovere dalla ricostruzione del quadro normativo di
riferimento, invocato dalla stessa attrice.
In via preliminare e in punto di legittimazione attiva, peraltro mai contestati dalla
convenuta, deve osservarsi che la Fondazione vanta un diritto all'utilizzo del bene, inteso
in senso ampio, fondato sul disposto dell'art. 15 D.Lgs. 367/1996 che reca norme in
materia di "Disposizioni per la trasformazione degli enti che operano nel settore musicale
in fondazioni di diritto privato" e che al II comma  "Uso dei beni culturali", e destinata ad una regolamentazione generate dettata per l'utilizzo
dei predetti beni.
Ora, nel codice la riproduzione e/o la divulgazione è considerata una forma d'uso
del bene, che può essere operata anche dal privato, presumibilmente per una propria utilità,
e pertanto va soggetta ad una misura autorizzatoria da parte dell'autorità competente,
nonché, normalmente, all'onere di un corrispettivo pecuniario, da individuarsi Sulla base
dei parametri indicati dal successivo art. 108.
L'articolo 107, composto da due commi, indica, al primo comma la possibilità da
parte degli enti pubblici di consentire la riproduzione dei beni culturali in loro consegna
fatte salve le disposizioni in materia di diritto d'autore e quelle del successivo comma
secondo, in cui è contenuto il divieto di riproduzione tramite calchi dagli originali di
sculture o di opere a rilievo.
L'articolo 108 cosi testualmente recita: 1. I canoni di concessione ed i corrispettivi
connessi alle riproduzioni di bei culturali sono determinati dall'autorità e che ha in
consegna i beni. tenendo anche conto:
a) del carattere delle attività cui si riferiscono le concessioni d'uso;
b) dei mezzi e delle modalità di esecuzione delle riproduzioni;
c) del tipo e del tempo di utilizzazione degli spazi e dei beni;
d) dell'uso e della destinazione delle riproduzioni nonché dei benefici economici
che ne derivano al richiedente.
2. I canoni e i corrispettivi sono corrisposti, di regola, in via anticipata.
3. Nessun canone è dovuto per le riproduzioni richieste o eseguite da privati per
uso personale o per motivi di studio, ovvero da soggetti pubblici o privati per finalità di
valorizzazione, purché attuate senza scopo di lucro. I richiedenti sono comunque tenuti al
rimborso delle spese sostenute dall'amministrazione concedente.
3 bis. Sono in ogni caso libere le seguenti attività, svolte senza scopo di lucro, per
finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa,
promozione della conoscenza del patrimonio culturale:
1) la riproduzione di beni culturali diversi dai beni archivistici sottoposti a
restrizioni di consultabilità ai sensi del capo III del presente titolo, attuata nel rispetto
delle disposizioni che tutelano il diritto di autore e con modalità che non comportino
alcun contatto fisico con il bene, ne' l'esposizione dello stesso a sorgenti luminose, né ,
all'interno degli istituti delta cultura, Paso di stativi o treppiedi;
2) la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni culturali,
legittimamente acquisite, in modo da non poter essere ulteriormente riprodotte a scopo di lucro.
4. Nei casi in cui dall'attività in concessione possa derivare un pregiudizio ai beni culturali, l'autorita` che ha in consegna i beni determina l'importo delta cauzione, costituita
anche mediante fideiussione bancaria o assicurativa. Per gli stessi motivi, la cauzione `e
dovuta anche net. cast di esenzione dal pagamento dei canoni e corrispettivi.
Il quadro esposto consente, dunque, di ritenere che la riproduzione e/o la
divulgazione, indicati nei punti nn. 1) e 2), sono consentiti anche ai privati, purch ci6
venga fatto "senza scopo di lucro", dovendosi intendere tale inciso riferibile in via generale
a tutte le ipotesi di esenzione e perle finali indicate dalla norma
Indi, la norma prevede il pagamento di un corrispettivo per la riproduzione,
determinato dall'autori che ha in consegna il bene in considerazione di modi e finali
della riproduzione: l'importo minimo  comunque fissato con provvedimento
dall'amministrazione concedente. La riproduzione per uso personale, per motivi di studio o
richiesta da soggetti pubblici per finalità di valorizzazione non da luogo a pagamento.
Tale normativa, intervenendo dopo alcuni anni dalla legge 433/1992 (cd. Legge
Ronchey) ha cosi attuato un mutamento di prospettiva Sulla riproduzione dell'immagine dei
beni culturali: dalla previsione di un pagamento connesso all'uso in situazioni particolari, si
passati ad un generalizzato obbligo di richiesta di concessione previo versamento di un
corrispettivo, con l'esclusione di delimitati Casi di utilizzazioni libere.
Ciò che, dunque, rispetto al passato rileva è 1'attribuzione di un potere direttamente alle amministrazioni concedenti di fissare le tariffe, senza per ciò stesso essere vincolate a quelle di dirette emanazione del precedente Testo unico, vale a dire quelle contenute nel D.M. 8.4.1994.
La generalizzata applicazione del sistema tariffario, foriera di problemi
nei casi proprio di beni situati in un ambiente aperto, come appunto i teatri giacché mentre
in un ambiente chiuso è agevole controllare 1'eventuale riproduzione e diffusione
dell'immagine di quanto esposto; di contro, in un ambiente aperto, 1'immagine fruibile da
ciascun consociato rende complessa qualsivoglia forma di controllo.
A riguardo, il quadro normativo di riferimento  completato dalla fonti di
normazione secondaria emanate dall'Assessorato regionale siciliano ed in particolare le
due circolari dianzi richiamate che, nel far riferimento al codice dei beni culturali,
rimandano proprio al sistema tariffario previgente.
In particolare, la circolare regionale n. 15/2011 cosi, infatti, testualmente dispone:
"Circa la concesstone a nprodurre i bent culturali, purcke` non ne derivi Glenn danno, di
norma se ne consente la riproduzione secondo i en.ten- e le modalita` di cut al D M 20
apn.le 2005 e del DDG n.846 del 30 maggio 2011, parzialmente modijlcativo del tariHario
di cut al D.M.8 aprile 1994. L"esenzione dal canone puo` veriflcarsi nel caso di utilizzo
diretto dei bent~ cultural: fattispecie eke st concretizza net easo di tm'zla~ tive di carattere
culturale, artistico e scientiflco che 1'Amministrazione realizza ancke attraverso le
z.S fl.tuziOni pubbliche individuate dall 'art.19 delta Lr.n.9102, ovvero net caso di indirizzo
politico-amministrattvo dell 'Assessore dei Bent- Culturali e dell7.S'.
Alla stregua di quanto precisato, dunque, deve riconoscersi il diritto, in capo alla
Fondazione di ottenere il pagamento di un canone, ai sensi del richiamato art. 108, sebbene
l'attrice non abbia fornito alcun elemento per determinate 1'eventuale canone di
concessione che la BPM avrebbe dovuto pagare, integrante l'allegato danno patrimoniale.
Ed invero, seppur l'istituto di credito convenuto abbia stipulato regolare contratto
affidando ad una società terza l'organizzazione della campagna pubblicitaria e le immagini
del Teatro Massimo siano state reperite sul web, la divulgazione a fini commerciali rientra
comunque nell'ambito di applicazione della normativa richiamata che, come detto, ha
inteso uniformare la disciplina dell'utilizzo dei beni culturali e ciò allo scopo, tra gli altri,
di consentire una qualche forma di controllo, finalizzato ad evitare un uso comunque
distorto e contrario alle finali tipicamente culturali.
Ciò, dunque, avrebbe imposto all'istituto di credito ovvero alla società affidataria
dell'incarico di richiedere la concessione per l'utilizzo e la riproduzione dell'immagine per
uso privato e commerciale con obbligo di corrispondere il c.d, "prezzo del consenso",
come definito dalla stessa societa attrice.
II mancato pagamento di quanto dovuto integra danno patrimoniale che, tuttavia, la
Fondazione non supporta dal punto di vista neppure assertivo non allegando alcun
parametro utile alla relativa liquidazione n pu6, ragionevolmente ritenersi che l'esosa
somma richiesta, priva di ogni riferimento, possa costituire effettivamente la misura del
corrispettivo per la divulgazione dell'immagine del Teatro Massimo, su alcuni cartelloni
pubblicitari affissi in alcuni quartieri della citta, per un tempo limitato.
Dal quadro normativo esposto discende che rispetto a tale forma di riproduzione e
divulgazione il potere di stabilire i canoni per la relativa concessione rilasciata a terzi privati sia stato rimesso al direttore dell'istituto e che, nella specie, nessuna determinazione tariffaria risulta approvata n dall'organo deliberativo della Fondazione n dall'ente
pubblico proprietario o, perlomeno, nessun atto  stato versato nel processo.
Ne consegue che la carenza di elementi postula l'applicazione dei parametri
tariffari previsti ancora dal DM 8.4.1994, come modificato dalle successive fonti di
normazione secondaria, adattati al caso di specie, che attiene alla divulgazioni di immagini
tratte da web.
Le tariffe applicabili saranno queue riferibili a "Riproduzioni in facsimile, copie e
prodotti derivati" di cui alla cap. V, Che prevede un "corrispettivo fisso di lire 500.000 cui
si aggiunge un _Deposito cauzionale" pari a lire 2.500.000, oltre all'aggiunta di una
percentuale pari al 6% da calcolarsi "sull'introito lordo derivante da qualsiasi uso del
materiale riprodotto, qualsiasi route venga utilizzata per la riproduzione di beni culturali in
consegna al Ministero per i Beni Culturali".
In ipotesi, tuttavia, non si ha alcun elemento per individuate la misura degli introiti
lordi derivanti alla BPM dall'uso del materiale pubblicitario, che, si ribadisce era destinato
esclusivamente a pubblicizzare il trasferimento di agenzie dell'istituto di credito convenuto
verso la zona centrale della citt di Palermo.
Indi, in totale carenza di prove, rilevato che, trattandosi di danno patrimoniale il
relativo onere probatorio era interamente gravante su parte attrice, non potm applicarsi
nessuna integrazione della percentuale del 6% e le Somme indicate pari ad euro ',
dovranno essere triplicate, per il caso di riproduzione prevista per casi particolari non oggetto di un debito di valore deve essere rivalutata dalla data deH'illecito, identificaw con
il periodo della diffusione dell'immagine, novembre 2013, e Si determina in euro
In ordine al secondo segmento deHa domanda risarcitoria proposta, relativo all’asserito danno non patrimoniale derivante dalla lesione all'immagine causata dalla
diffusione della fotografie del Teatro Massimo per fmalita commerciali della RPM, la
relativa doglianza  del tutto priva di fondamento.
Premessa la piena tutelabilita del diritto all'immagine in capo aHe persone
giuridiche, titolari del relativo diritto giacch  stato da tempo affermato "A//orquando si
ven`f4tehz. la lesione dz. tale .zmmagine, `e risarcibz.le, oltre al danno patrimon!ale, se
ven.fzcatosi, 1.1 danno non patrimon.tale costz.Wz.to - come danno cd conseguenza - dalla
dimimtzione delta considerazione delta persona giun~dica o dell'cute in cut sz. esprime la
sua immagine, sia sotto ilproflo delta incl.denza negativa eke tale d!minuzz~one comporta
nell'agire delle persone fsiche eke rz.coprano gZi organ! dellapersona giuridz.ca o dell'cute e, quindi, nell'agire dell'ente, sia sotto ilprofzlo delta diminuzz.one delta consz.derazione da parte dez. consociatz. in genere o dz. settori o categoric di essz. con le qualz. la persona
gz.un.dica o Irenic dz. Hanna z.uteragisca" (Cass~ 11.8.2009 n. 18218; idem Cas~ 16~11.2015
n. 23401), Della specie Si ritiene che, sebbene la Ranca abbia riprodotto la fotografie
dell'opera in alcuni cartelloni pubblicitari per fini commerciali, le modalita di riproduzione
nOD SOHO state in alcun modo denigratorie n lesive del valore storico - artistico del teatro~
Piuttosto, come del resto rilevato daHa stessa convenuta, il messaggio pubblicitario
complessivo, derivante daH'associazione grafica della fotografie con il girotondo di
bambini,  da ritenersi del tutto positivo e promozionale della beHezza del monumento,
rappresentativo del centro di Palermo.
Nessun danno non patrimoniale, dunque, pu6 dirsi integrato dalla campagna
pubblicitaria n6, sul punto, l'attrice ha minimamente allegato alcun elemento da cui
desumere l'esistenza delrelativo pregiudizio.
Sicch la relativa domanda deve essere rigettata.
Pertanto, in parziale limitato accoglimento dell'azione proposta, la società convenuta deve essere condannata a pagare alla Fondazione Teatro Massimo la somma di Euro [OMISSIS] oltre gli interessi legali dalla data della domanda fino al soddisfo. 
In ordine al regolamento delle spese di lite, considerato che la domanda proposta ha
quantificato il danno in misura del tutto spropositata rispetto alla liquidazione effettuata in
sentenza, rilevato il parziale rigetto, e ritenuta la particolarità delle questioni proposte di
natura prevalentemente interpretativa, sussistono giusti motivi per disporre la
compensazione delle spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale
ogni contraria istanza ed eccezione respinta e definitivamente pronunciando, in .,
parziale accoglimento limitato accoglimento della domanda proposta dalla Fondazione
Teatro Massimo di Palermo, in persona del legale rappresentante pro tempore,
condanna Banca Popolare del Mezzogiomo s.p.a., in persona del legale
rappresentante pro tempore, a pagare alla Fondazione Teatro Massimo di Palermo, in
persona del legale rappresentante pro tempore, la complessiva somma di euro
oltre gli interessi legali dalla data della decisione fino al soddisfo;
compensa tra le parti le spese di lite.
Cosz` deciso a Palermo in data 15 settembre 2017.
II Giudice
Dott~ssa Sebastiana Ciardo







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sabato 9 dicembre 2017

Se Sci-Hub non funziona, provate con Unpaywall e OpenAccessButton

Nel post precedente ho segnalato che nonostante alcuni domini fossero stati bloccati per violazione del copyright, il sito Sci-Hub fosse comunque raggiungibile attraverso l'indirizzo https://sci-hub.tw/.

Ovviamente è importante tenere presente che Sci-Hub è un archivio che dichiaratamente viola il copyright: una violazione sorretta da motivazioni eticamente condivisibili... ma pur sempre una violazione. Questo per dire che probabilmente anche altri domini verranno bloccati e il sito potrebbe addirittura non essere più online da un giorno all'altro.
E' utile quindi segnalare che esistono anche soluzioni "legali" e comunque molto performanti. Ad esempio, i servizi web unpaywall.org e openaccessbutton.org fungono da meta-motori di ricerca che, indicando gli estremi di un paper o articolo o monografia, vanno a cercare in rete se esistono delle versioni depositate in Open Access. Entrambi funzionano come estensione del browser.
Provateli e fatemi sapere...



giovedì 7 dicembre 2017

Sci-Hub: bloccati i domini .cc e .bz, ma .tw funziona

Nei giorni scorsi alcuni domini che permettono di accedere al sito Sci-Hub sono stati bloccati, probabilmente per effetto di alcune azioni legali portate a termine nelle ultime settimane (vedi articolo "Sci-Hub, un tribunale Usa chiede che il sito pirata sia bloccato da motori di ricerca e provider" dello scorso 7 novembre).
Ad oggi risultano quindi bloccati i domini sci-hub.cc e sci-hub.bz (utilizzati fino a ieri); ciò nonostante risulta ancora perfettamente attivo il dominio https://sci-hub.tw/.


Per chi non sapesse di che si tratta, "Sci-Hub è un archivio online gratuito di oltre 62.000.000 articoli scientifici, fondato il 5 settembre 2011 da Alexandra Elbakyan, una sviluppatrice software e ricercatrice sulle nanotecnologie del Kazakistan. Il sito è nato con l'obiettivo di aumentare la diffusione della conoscenza, consentendo a più persone di accedere alle pubblicazioni scientifiche disponibili solo a pagamento, che da un lato frenano la condivisione del sapere (soprattutto nei paesi più poveri), dall'altro impediscono di accedere liberamente ai risultati di ricerche già finanziate all'origine dalla collettività attraverso i fondi destinati alle università, che tali ricerche le produce. Gli articoli vengono caricati nell'archivio, per essere condivisi gratuitamente, dopo essere stati scaricati da fonti autorizzate dietro pagamento, come le università." [tratto da Wikipedia].

Ovviamente è importante tenere presente che Sci-Hub è un archivio che dichiaratamente viola il copyright: una violazione sorretta da motivazioni eticamente condivisibili... ma comunque contraria alla legge di molti paesi.
E' utile quindi segnalare che esistono anche soluzioni "legali" come unpaywall.org e openaccessbutton.org (vedi a tal proposito il post successivo).

mercoledì 6 dicembre 2017

Slides e filmati della tavola rotonda sull'Open Access all'Università di Genova

Condivido in questo post i materiali dell'interessante tavola rotonda "Pubblicare in Open Access: opportunità e regole per la ricerca universitaria" organizzata lo scorso lunedì 4 dicembre dall'Università di Genova e alla quale ho avuto il piacere di partecipare come relatore.
Tutto l'evento è stato videoregistrato quindi di seguito trovate la playlist con la sequenza dei video integrali degli interventi, i link ai singoli video su YouTube nonché, ove disponibili, i link per scaricare le slides utilizzate dai relatori.


[PLAYLIST - COMING SOON]


L'intervento di Elena Giglia: Comunicare la scienza oggi. Open Access, Open Science: un altro mondo possibile -> video | slides

Commento del moderatore Prof. Lorenzo Schiano di Pepe -> video

L'intervento di Simone Aliprandi: Come gestire i diritti per fare Open Access -> video | slides

Commento del moderatore Prof. Lorenzo Schiano di Pepe -> video

L'intervento del Prof. Angelo Schenone: Le attività di GUP Genova University Press + Commento del moderatore Prof. Lorenzo Schiano di Pepe -> video

L'intervento del Dott. Antonio Scolari (Direttore del Centro di Servizi del Sistema Bibliotecario di Ateneo) + Commento del moderatore Prof. Lorenzo Schiano di Pepe -> video

Domande dal pubblico e dibattito finale -> video

venerdì 1 dicembre 2017

Conoscere copyright e privacy per una maggiore consapevolezza nella didattica. Seminario a Roma

Martedì 12 dicembre, nel pomeriggio, sarò ospite del Liceo Statale James Joyce di Ariccia (Roma) per un seminario di circa tre ore intitolato "Conoscere copyright e privacy per una maggiore consapevolezza nell'attività didattica".
L'appuntamento è dunque per le ore 15 presso l'Auditorium "Starquit" del liceo, in Viale Alcide De Gasperi, 20 ad Ariccia (vedi mappa).

Il corso ha valore ai fini della formazione in servizio; si rimanda a tal proposito alla Piattaforma SOFIA (codice 9161), sezione "formazione".
Per maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione, è possibile contattare la segreteria del liceo attraverso il sito www.liceojoyce.gov.it oppure la professoressa Manuela Valle all'indirizzo email valle.manuela@liceojoyce.it. Se le condizioni tecniche lo consentiranno, realizzerò un video dell'intero seminario per poi caricarlo sul mio canale YouTube.

Riporto di seguito l'abstract e qui a fianco la locandina (cliccare per ingrandire).

ABSTRACT: Chi svolge attività di docenza assume sempre più un ruolo attivo nella creazione e diffusione delle risorse educative e quindi deve sempre più misurarsi con problematiche inerenti alla tutela e gestione dei diritti d'autore. In questo seminario l'Avv. Aliprandi ci introdurrà alla materia illustrando i diritti che entrano in gioco e in che modo essi entrano in gioco nell'attività didattica. Si passerà poi a un focus sul tema strategico delle risorse educative aperte, con una presentazione teorica e pratica delle licenze Creative Commons. E infine si farà cenno alle principali problematiche in materia di gestione dei diritti di immagine e di tutela della privacy in ambito scolastico.


[NOTA: Chi volesse organizzare un seminario simile, può contattarmi attraverso la sezione "contatti" del mio sito www.aliprandi.org]


_______________________________


EDIT: Le slides utlizzate per il seminario



martedì 28 novembre 2017

Il diritto d'autore e le licenze open nell'attività didattica. Il mio capitolo per Didatticaduepuntozero

Come ho già accennato altrove, il libro "Didatticaduepuntozero. Scenari di didattica digitale condivisa" a cura di Alberto Panzarasa ed edito da Ledizioni (informazioni complete sull'opera: https://aliprandi.org/books/didatticaduepuntozero/) sarà ufficialmente disponibile sia in versione cartacea che in versione digitale da questo venerdì.
Tuttavia, non resisto alla tentazione di anticipare i contenuti del mio contributo (il capitolo 5) intitolato "Il diritto d'autore e le licenze open nell'attività didattica". Queste venti pagine rappresentano una valida introduzione sintetica agli argomenti di cui mi occupo costantemente nella mia attività di formazione; quindi confido che possano rappresentare un utile riferimento e supporto per chiunque voglia avvicinarsi a questo mondo con una prima infarinatura.

Il capitolo come tutto il libro è rilasciato sotto licenza CC BY-SA.
Buona lettura! Ma soprattutto... aiutatami a diffonderlo e condividerlo.

INDICE DEI PARAGRAFI

1. Introduzione
   1.1. La tecnologia più avanti del diritto
   1.2. Il diritto d’autore sul web: due piani separati
2. Meccanismi di base del diritto d’autore italiano
   2.1. La legge italiana sul diritto d’autore
   2.2. Una tutela “automatica”. Il copyright come “closed by default”
   2.3. Diritti d’autore e diritti connessi
   2.4. Il pubblico dominio
3. Come e quando è possibile utilizzare opere coperte da diritti
   3.1. “Fair use” e libere utilizzazioni
4. Le licenze open (Creative Commons e simili)
   4.1. Radici storiche del fenomeno
   4.2. Il concetto di licenza e i meccanismi del licensing
   4.3. Le sei (+ una) licenze Creative Commons
   4.4. Come applicare una licenza Creative Commons alla propria opera
   4.5. Come trovare opere sotto licenza Creative Commons
5. Workflow per l’utilizzatore di opere creative



lunedì 27 novembre 2017

Pubblicare in Open Access: opportunità e regole per la ricerca universitaria. Tavola rotonda a UniGE

Lunedì 4 dicembre nel pomeriggio sarò con Elena Giglia (coautrice con me e altri del libro "Fare Open Access") all'Università di Genova per una tavola rotonda intitolata "Pubblicare in Open Access: opportunità e regole per la ricerca universitaria" (vedi comunicato).
Discuteremo di come valorizzare i frutti della ricerca scientifica sfruttando le opportunità offerte dalla Open Science e lo faremo con illustri relatori dell'ateneo ospitante. L'appuntamento è alle ore 15 presso presso l'Aula Multimediale del DIMI (Dipartimento di Medicina interna e Specialità mediche) in Viale Benedetto XV, 6 a Genova (vedi mappa).
Ingresso libero. Evento con il patrocinio di AIB Associazione Italiana Biblioteche.

Riporto di seguito la locandina e il programma.


"Come valorizzare il proprio lavoro scientifico sfruttando le opportunità offerte dalla Open Science?"
Ne parliamo con Simone Aliprandi ed Elena Giglia, rispettivamente curatore e coautrice del libro: Fare Open Access. La libera diffusione del sapere scientifico nell’era digitale (Ledizioni, 2017)

Saluti
Prof. Mario Amore, docente di Psichiatria e Preside della Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche

Introduce
Prof. Francesco Puppo, docente di Medicina Interna, Presidente del Sistema Bibliotecario di Ateneo e della Biblioteca di SMF

Coordina
Prof. Lorenzo Schiano di Pepe, docente di Diritto dell’Unione Europea

Intervengono
Prof. Angelo Schenone, docente di Neurologia e coordinatore del GUP (Genova University Press)
Dott. Antonio Scolari, Direttore del Centro di Servizi del Sistema Bibliotecario di Ateneo

mercoledì 22 novembre 2017

Vincoli alla riproduzione dei beni culturali, oltre la proprietà intellettuale. Il mio contributo per Archeologia e Calcolatori

Con grande piacere scopro che in questi giorni è stato ufficialmente pubblicato il volume "Pensare in rete, pensare la rete per la ricerca, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico" a cura di Mirella Serlorenzi e Ilaria Jovine. Il volume rappresenta un supplemento 9/2017 della rivista "Archeologia e Calcolatori" ed è edito dalla casa editrice fiorentina All’Insegna del Giglio con ISBN 9788878147812 ed e-ISBN: 9788878147829.

Il volume raccoglie sostanzialmente gli atti dell'interessante convegno "Pensare in rete, pensare la rete per la ricerca, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico" tenutosi a Roma il 14 ottobre 2015 (vedi dettagli). Per l'occasione avevo tenuto un intervento intitolato "Quando non c'è una licenza. Lo strano principio open by default sui dati delle PA" di cui in questo post potete trovare le slides e il video integrale. Tuttavia, il mio contributo scritto ha allargato il focus occupandosi più in generale dei vincoli alla riproduzione dei beni culturali che vanno anche oltre la cosiddetta proprietà intellettuale. Il paper riprende molti spunti da me già pubblicati in questi mesi di lunga gestazione del volume, tuttavia credo sia utile poter leggere la mia panoramica nel suo complesso e con approccio più sistematico.

Condivido qui l'indice sommario e il PDF editoriale del mio contributo (rilasciato con licenza CC BY-SA) confidando che vogliate diffonderlo il più possibile e convidere con me i vostri commenti.

1. Contesto e scenario
2. Il pubblico dominio
2.1 Che cos’è il pubblico dominio
2.2 Lo spirito originario del diritto d’autore
2.3 Un copyright eterno e il pubblico dominio che si fa chimera
2.4 Tre tipi di pubblico dominio
3. Artifici giuridici per allontanare il “pericolo” del pubblico dominio
3.1 Artificio n. 1: far leva sui diritti connessi
3.2 Artificio n. 2: far leva sui diritti morali
3.3 Artificio n. 3: far leva sulla (cattiva) burocrazia
3.4 Artificio n. 4: far leva sul diritto sui generis (database right)
3.5 Artificio n. 5: far leva sugli altri diritti di privativa, ad esempio i diritti sul marchio
3.6 Artificio n.6: inventare diritti inesistenti, ad esempio diritti generati dalla digitalizzazione
4. Beni culturali “open”?
4.1 Le licenze open (Creative Commons e simili) nell’ambito dei beni culturali
4.2 Quando non c’è una licenza. Lo strano principio “open by default” sui dati della PA
5. Vincoli (insensati) alla riproduzione dei beni culturali?
5.1 Le norme italiane sulla riproduzione dei beni culturali
5.2 Quali sono la ratio e la natura giuridica di questi vincoli?
6. Conclusioni



martedì 21 novembre 2017

Intervista per il sito AltoAdigeInnovazione.it in occasione di WS Explora 6

In vista dell'evento WS Explora 6 organizzato a Bolzano da Weigh Station (vedi dettagli nel post precedente), sono stato intervistato dal sito AltoAdigeInnovazione.it. Riporto di seguito estratto dell'articolo uscito quest'oggi (e rilasciato sotto licenza CC BY-NC-ND 4.0); la versione integrale è disponibile qui.
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«Un tempo solo esperti specializzati e addetti ai lavori si occupavano di questioni di copyright, oggi tutti gli operatori nel settore culturale sentono l’esigenza di conoscerne almeno i principi base» — spiega l’avvocato esperto di diritto d’autore e della comunicazione Simone Aliprandi. Il 24 e 25 novembre 2017 al Museion di Bolzano Aliprandi svilupperà il tema «copyright e licenze Creative Commons» nell’ambito di WS Explora 6, il ciclo di workshop dedicato alla community di giovani professionisti della cultura e della creatività in Alto Adige. Non solo terrà una lezione aperta — e a ingresso gratuito — sul tema ma sarà anche a disposizione per delle sessioni di consulenza con gli addetti al settore culturale altoatesino. [...]

Ma le questioni legate al copyright non riguardano solo musicisti, registi o scrittori: «Con la nascita del digitale il tema dei diritti d’autore tocca da vicino una molteplicità di professionisti, da chi lavora nei media o organizza eventi fino a chi cura siti istituzionali— spiega l’esperto che da circa 10 anni è attivo come consulente in materia di diritti d’autore, con particolare focus sulle licenze «open», cioè le tipologie di licenze con cui gli autori permettono ad altri di usare, copiare, modificare, ampliare e diffondere la propria opera —. Ma anche da informatici e sviluppatori mi arrivano tantissime richieste di consulenza. Alla fine sono proprio loro i “nuovi” creativi. Chiunque voglia creare una piattaforma web o un software, dovrà farsi qualche domanda sui propri diritti d’autore e su come gestire l’utilizzo o la diffusione di opere di terzi». «Uno dei dubbi più diffusi legati al copyright è senz’altro l’utilizzo di immagini e video sul web, sia sui social media e su blog online,  che sulle pagine web di realtà istituzionali — spiega Aliprandi che tra l’altro fa parte di «Array», un team di professionisti specializzati nel diritto del settore ICT —. Le conseguenze per chi infrange i diritti d’autore possono essere delicate, dalla richiesta di rimozione di contenuti al risarcimento dei danni».

Quali sono le tipologie di opere tutelate, come si può acquisire il diritto d’autore per il proprio lavoro creativo? [...] «Il mio obiettivo è quello di trasmettere ai partecipanti di WS Explora i principi e nozioni base del diritto d’autore e delle licenze Creative Commons con un linguaggio accessibile e divulgativo adatto anche a chi non ha conoscenze preliminari nell’ambito» sottolinea l’avvocato che tra le altra cose ha conseguito un dottorato di ricerca in Società dell’informazione e che ha pubblicato diverse monografie sul tema del copyright e delle licenze open.

lunedì 20 novembre 2017

Dall'Open Access agli Open Science Data: videointervista per FBK Magazine

In occasione del mio seminario “Dall’Open Access agli Open Science Data: la libera condivisione dei dati nella ricerca” tenutosi il 10 novembre 2017 presso la Fondazione Bruno Kessler di Trento, ho realizzato una videointervista per FBK Magazine sui temi chiave del seminario. Questi gli argomenti trattati nelle sei video-pillole.
  1. Introduzione
  2. H2020 accelera la transizione
  3. Migliora la verifica scientifica
  4. A proposito di serendipity
  5. Quali licenze occorrono?
  6. In Italia come recepiamo questo cambiamento?
Riporto qui sotto la playlist dei video su YouTube. A questo link invece è possibile vedere le slides e il video integrale del seminario.


A Bolzano per WS Explora 6: seminario e sessione di consulenza per creativi

Dopo le due intense settimane trentine, tornerò anche questa settimana da quelle parti; per la precisione sarò al Museion di Bolzano per un evento di formazione e divulgazione intitolato WS Explora 6 - Creativity Arena (vedi pagina ufficiale) e organizzato dalla realtà altoatesina Weigh Station.
Come si legge sul sito Weighstation.eu, Weigh Station è un laboratorio in progress che crea occasioni di approfondimento sulle tematiche più attuali dell’innovazione declinate sulle esigenze degli operatori culturali e creativi. Dà un sostegno concreto alla formazione attraverso workshop professionalizzanti, offre supporto tramite consulenze di esperti e promuove occasioni di networking e collaborazione. Weigh Station restituisce al lavoro creativo il significato e il valore che gli sono propri, invitando alla riflessione pubblica attraverso attività di sensibilizzazione.


Venerdì 24 novembre dalle 19 alle 21 terrò una conferenza introduttiva sul diritto d'autore e sulle licenze Creative Commons. La mattina successiva, dalle 10 alle 13, sarò invece a disposizione per incontrare privatamente i creativi e gli imprenditori che volessero sottopormi casi specifici e avere indicazioni più personalizzate. Parallelamente ci sarà anche una sessione di "portfolio review" con altri esperti del settore: Daria Scolamacchia (fotografia), Oscar Diodoro, in arte Odd (illustrazione), Olga Pirazzi (moda), Frida Carazzato (arte contemporanea), Annalisa Baga (graphic design), Riccardo Olocco.
Mentre la conferenza del venerdì sera sarà ad accesso libero, la sessione del sabato sarà invece accessibile dietro versamento di una quota di partecipazione: portfolio review e consulenza copyright (30 min.) a 50€, oppure a 30€ per gli iscritti a WS wall. Gli slot di consulenza saranno di 30 minuti, ma sarà possibile prenotare anche più di uno slot. Per iscriversi, è necessario compilare questo apposito form; al momento della conferma dell’iscrizione vi sarà assegnato l’orario del vostro slot. Per info e dettagli potete scrivere a hello@weighstation.eu.

[EDIT] Condivido di seguito le slides utilizzate durante il seminario. Tutta la serata è stata videoregistrata. Appena possibile metterò a disposizione il video.



[EDIT] Un video realizzato dalla platea con l'incipit del seminario



venerdì 17 novembre 2017

Potrebbe esserci un copyright: il mio intervento a itWikiCon 2017


Come segnalato in un precedente post, domani sarò tra i relatori di itWikiCon 2017, evento di respiro nazionale dedicato ai progetti della Wikimedia Foundation e in cui tutti i wikimediani/wikipediani italiani possono radunarsi per discutere dei temi più caldi.
Quest'oggi sono passato al Palazzo delle Albere per salutare gli organizzatori e ascoltare l'intervento dell'amico Maurizio Napolitano (su OpenStreetMap e JOSM).


Domani mattina il mio seminario (intitolato "Potrebbe esserci un copyright. Il condizionale che uccide il pubblico dominio") sarà dalle 10:30 alle 11:30 in sala 2 e sarà introdotto da una chiosa di Cristian Cenci sul progetto WikiLovesMonuments. 
Salvo imprevisti tecnici dell'ultimo minuto, il seminario sarà trasmesso in streaming sul mio canale YouTube (youtube.com/simonealiprandi).
Riporto di seguito le slides.


EDIT: Il video integrale del seminario





L'abstract del seminario: Il pubblico dominio è quello status che si raggiunge quando tutti (davvero tutti) i diritti di privativa e gli altri vincoli su un'opera creativa vengono meno, facendola diventare patrimonio culturale dell'umanità.
Tuttavia, per come si è evoluto il meccanismo del copyright nei decenni, non è affatto cosa semplice determinare con chiarezza e certezza la caduta in pubblico dominio delle opere e di conseguenza, per una questione di prudenza o di semplice mancanza di informazione, ci si astiene dal diffondere materiale che invece, a rigor di buon senso, dovrebbe essere ampiamente caduto nel pubblico dominio. Dal canto loro, i titolari dei diritti, che ovviamente uscirebbero danneggiati dalla caduta in pubblico dominio delle loro creazioni, hanno via via trovato espedienti giuridici (tra cui alcuni davvero discutibili) per allungare artificiosamente la durata della tutela e per aumentare questo clima di FUD (fear, uncertainty and doubt) in merito alla titolarità di diritti.
A complicare la situazione, vi sono anche strani vincoli provenienti dal diritto amministrativo che coprono le riproduzioni dei beni culturali e archivistici risalenti addirittura a periodi storici in cui il copyright non esisteva, complicando ad esempio la realizzazione di Wiki Loves Monuments in Italia. Insomma, una situazione decisamente intricata e delicata dal punto di vista giuridico, che non può che ripercuotersi anche sui progetti e le iniziative della Wikimedia Foundation.
In questo seminario, dopo un'introduzione di scenario sul concetto di pubblico dominio, vi accompagnerò in una ricognizione sui principali artifici che allontanano il "pericolo" del pubblico dominio o che comunque creano il clima di incertezza che non permette al pubblico dominio di estrinsecarsi concretamente.

mercoledì 15 novembre 2017

Il paese in cui il "portavoce" degli avvocati dice agli avvocati di violare la legge

Il titolo di questo post è volutamente provocatorio, ma è abbastanza emblematico della situazione paradossale che stanno vivendo gli avvocati italiani.
Per chi non fosse del settore, riassumo in poche righe la vicenda. Nel settembre 2016 un Decreto del Ministero della Giustizia (D.M. Giustizia 22/09/2016) ha stabilito l'obbligo per gli avvocati di dotarsi non solo di un'assicurazione sulla responsabilità professionale (già prevista da normativa precedente), ma anche di una polizza sugli infortuni. Quest'obbligo sarebbe decorso dall'11 ottobre 2017.
Da parte mia, a luglio di quest'anno mi sono attivato per sottoscrivere una polizza infortuni. Non l'ho fatto con molto entusiasmo, poiché non ritengo necessario averla; l'ho fatto solo per rispondere a un obbligo di legge. Circa 300 euro versati a una nota compagnia assicurativa, con la quale già due anni prima avevo sottoscritto la polizza sulla responsabilità professionale.
Fin qui tutto regolare. Arriva però la fatidica scadenza di ottobre e iniziano a circolare voci di una proroga. Avendo sondato che buona parte dei 240mila avvocati italiani non è pronta, il ministero concede la proroga e il problema si sposta in là di trenta giorni (10 novembre). Si noti che la proroga viene concessa con un Decreto formalmente in vigore dal giorno 10 ottobre (quindi 24 ore prima della scadenza) e che il CNF comunica agli avvocati la notizia con un comunicato dell'11 ottobre (a scadenza tecnicamente trascorsa).

Ho già espresso altrove la mia opinione sulle proroghe dell'ultimo minuto in questioni così delicate che impattano su centinaia di persone (non solo sugli avvocati e sulle loro famiglie, ma anche su chi lavora nel mondo delle assicurazioni); quindi rimando agli articoli "Slitta l’assicurazione professionale: l’odiosa prassi della proroga. In gioco è la credibilità dell’ordinamento giuridico" del 2013 (vedi articolo) e "Chi ha tempo aspetti tempo, tanto una proroga arriva sempre" del 2015 (vedi articolo), relativi ad altri due casi di fastidiose proroghe dell'ultimo minuto.

Il bello, comunque, deve ancora arrivare. In quel mese iniziano a circolare altre voci, che suonano davvero come una beffa: il Consiglio Nazionale Forense e il Ministero Giustizia stanno dialogando sulla possibilità di abolire quest'obbligo. Circolano twit, comunicati stampa e circolari a firma di Orlando (Ministro della Giustizia) e Mascherin (Presidente del CNF) in cui in sostanza si lascia intendere che di fatto è già presa la decisione di eliminare quest'obbligo.
La decisione è presa... tuttavia, la modifica della norma richiede ovviamente un iter legis non immediato. Risultato: ad oggi, 15 novembre, l'obbligo è formalmente in vigore da cinque giorni... anche se l'Avv. Mascherin ha diffuso un comunicato del CNF in cui si dice agli avvocati che non avessero ancora sottoscritto la polizza di aspettare gli esiti del suddetto iter legis (riporto qui sotto immagine del comunicato a firma dell'Avv. Mascherin e datato 13 novembre... quindi a scadenza ormai trascorsa da tre giorni).
Di fatto, è come se con questo comunicato, in virtù di una questione di buon senso e razionalità, si esortassero gli avvocati a violare una norma di legge pienamente in vigore; e, come effetto collaterale, è come se si dicesse a quelli che invece hanno rispettato la scadenza che sono "fessi" o quantomeno che sono stati "troppo precipitosi".

Egregio Ministro, Egregio Collega Mascherin: non credo di essere stato precipitoso (quando ho sottoscritto la polizza l'obbligo era in vigore da 10 mesi e mancavano 2 mesi e mezzo alla scadenza), ma in effetti mi sento un po' "fesso" per aver confidato ingenuamente ed erroneamente nella serietà del sistema giustizia italiano.
Tengo a precisare che non ce l'ho specificamente con qualcuno dei protagonisti della vicenda: non ce l'ho con l'Avv. Mascherin che sta cercando in qualche modo di tutelare gli interessi della categoria (anche se fuori tempo massimo); non ce l'ho con il Governo o con il Legislatore (anche se credo non sia questo il modo di gestire certe questioni). Ce l'ho appunto con un sistema che per l'ennesima volta penalizza chi è stato preciso e ligio agli obblighi deontologici e di legge. Sinceramente, è abbastanza svilente e demotivante.

Con osservanza (e con rammarico),
Avv. Simone Aliprandi




lunedì 13 novembre 2017

itWikiCon 2017: a Trento tre giorni di dibattito sui progetti Wikimedia (ci sarò anch'io)

Nei giorni di venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 novembre a Trento, presso il Palazzo delle Albere, (splendida villa del 1500) si terrà itWikiCon 2017, la conferenza annuale per la comunità di Wikipedia e dei progetti Wikimedia in lingua italiana.


Come si legge nel sito di Wikimedia Italia,
La tre giorni sarà ricca di interventi e laboratori pratici volti ad approfondire la conoscenza dei progetti “wiki” o a dibattere dei temi più critici o rilevanti per la comunità italiana, come la libertà di panorama, la valorizzazione dei beni culturali sul web o il gender gap.I partecipanti potranno inoltre visitare il laboratorio di digitalizzazione della Biblioteca Comunale di Trento, guidati dai bibliotecari delle raccolte di conservazione e dal Wikipediano in Residenza della biblioteca, e vedere gli scatti premiati per l’edizione 2016 di Wiki Loves Monuments, in mostra nell’atrio del Palazzo che ospiterà la conferenza.
Il programma integrale dei tre giorni è disponibile qui: https://meta.wikimedia.org/wiki/ItWikiCon/2017/Programma.
L'accesso all'evento è ovviamente libero, ma è necessario iscriversi entro martedì 14 novembre compilando questo form.

Io sarò presente il sabato mattina e terrò (dalle 10:30 alle 11:30) un intervento intitolato "Potrebbe esserci un copyright. Il condizionale che uccide il pubblico dominio"; con me anche Cristian Cenci che presenterà alcuni punti critici dell'iniziativa Wiki Loves Monuments (maggiori informazioni).

Riporto l'abstract del mio intervento:
Il pubblico dominio è quello status che si raggiunge quando tutti (davvero tutti) i diritti di privativa e gli altri vincoli su un'opera creativa vengono meno, facendola diventare patrimonio culturale dell'umanità.
Tuttavia, per come si è evoluto il meccanismo del copyright nei decenni, non è affatto cosa semplice determinare con chiarezza e certezza la caduta in pubblico dominio delle opere e di conseguenza, per una questione di prudenza o di semplice mancanza di informazione, ci si astiene dal diffondere materiale che invece, a rigor di buon senso, dovrebbe essere ampiamente caduto nel pubblico dominio. Dal canto loro, i titolari dei diritti, che ovviamente uscirebbero danneggiati dalla caduta in pubblico dominio delle loro creazioni, hanno via via trovato espedienti giuridici (tra cui alcuni davvero discutibili) per allungare artificiosamente la durata della tutela e per aumentare questo clima di FUD (fear, uncertainty and doubt) in merito alla titolarità di diritti.
A complicare la situazione, vi sono anche strani vincoli provenienti dal diritto amministrativo che coprono le riproduzioni dei beni culturali e archivistici risalenti addirittura a periodi storici in cui il copyright non esisteva, complicando ad esempio la realizzazione di Wiki Loves Monuments in Italia. Insomma, una situazione decisamente intricata e delicata dal punto di vista giuridico, che non può che ripercuotersi anche sui progetti e le iniziative della Wikimedia Foundation.
In questo seminario, dopo un'introduzione di scenario sul concetto di pubblico dominio, vi accompagnerò in una ricognizione sui principali artifici che allontanano il "pericolo" del pubblico dominio o che comunque creano il clima di incertezza che non permette al pubblico dominio di estrinsecarsi concretamente.

mercoledì 1 novembre 2017

Venerdì 3 novembre potrete "AMArmi" su Reddit. Non mancate!

[EDIT: Ecco il link diretto per leggere tutte le domande e risposte dell'AMA]

Questo venerdì (3 novembre) indicativamente dalle 9 del mattino alle 6 del pomeriggio sarò disponibile a rispondere alle domande degli utenti di ItalyInformatica, community su Reddit in cui si discute di informatica e in particolare del panorama informatico italiano in tutti i suoi aspetti.
Per chi non fosse del settore, una delle tradizioni di Reddit è infatti quella di organizzare gli AMA (acronimo di Ask Me Anything), specifici forum in cui un personaggio pubblico si mette a disposizione degli utenti per rispondere a tutte le loro domande nel corso di un'intera giornata.

Nelle scorse settimane è toccato a personaggi come Marco Calamari (giornalista esperto di privacy), Salvatore Sanfilippo (sviluppatore di fama internazionale), Italo Vignoli (fondatore del progetto LibreOffice), Maurizio Napolitano (esperto di open data e technologist presso FBK) Marco d'Itri (attivista della community italiana del software libero, nonché System Network Manager di Seeweb).


Ammetto che si tratta di un'esperienza abbastanza nuova per me, che però credo possa risultare un utile strumento di divulgazione e anche un'occasione divertente per fare networking.
Dunque se volete "AMArmi" ;-) vi basterà connettervi e registrarvi su www.reddit.com/r/ItalyInformatica/.


martedì 31 ottobre 2017

Dall'Open Access agli Open Science Data: seminario a FBK Trento

Come già segnalato in un precedente post, la prossima settimana sarò a Trento per tenere un corso di formazione al Centro Musica nei giorni di mercoledì 8 e giovedì 9 novembre.
Il giorno successivo, venerdì 10 novembre dalle 10.30 alle 12.30, sarò invece ospite della Fondazione Bruno Kessler (FBK) per un seminario intitolato "Dall'Open Access agli Open Science Data. La libera condivisione dei dati nella ricerca".

Di seguito riporto l'abstract del seminario:

Il dibattito sull’accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche è stato inaugurato all’inizio degli anni 2000 ed è diventato ormai maturo. Ora, anche grazie alla spinta di Horizon2020, il focus si sta allargando, arrivando a comprendere anche i dati della ricerca in un’ottica di verifica dei risultati e riproducibilità di esperimenti e calcoli. Qual è lo stato dell’arte? Quali sono gli strumenti giuridici (licenze) e tecnologici (standard e repository) per diffondere proficuamente i dati della ricerca?

A introdurre il seminario sarà Maurizio Napolitano, divulgatore molto attivo nel campo degli open data e tecnologist presso FBK (e-Democracy/SoNetCenter for Information Tecnology).

L'ingresso al seminario è libero. Il tutto è trasmesso in streaming sul mio canale YouTube. DI seguito trovate l'embedd del video (il primo video è relativo al mio intervento, il secondo è invece quello dell'intervento di Maurizio Napolitano sui repository per gli Open Science Data). Sotto riporto anche le slides.





lunedì 23 ottobre 2017

Fine del monopolio SIAE: il nuovo art. 180 della legge sul diritto d'autore

Come abbiamo già segnalato nelle scorse settimane il D.L. 16 ottobre 2017 n. 148 è intervenuto (con l'art. 19 rubricato "Liberalizzazione in materia di collecting diritti d'autore") sull'annosa questione del superamento del monopolio SIAE, sposando una soluzione prudente e di compromesso secondo la quale la gestione collettiva dei diritti non è più attività riservata alla SIAE ma è consentita anche ad altri enti, a condizione che si tratti di associazioni no-profit di autori. A SIAE tuttavia rimane in via esclusiva la gestione dei diritti a compenso come quelli relativi alla copia privata, alla reprografia, all'equo compenso in campo cinematografico e simili.

Ricordo inoltre che l'articolo 19 del nuovo decreto stabilisce che "per gli organismi di gestione collettiva di cui all'articolo 180 comma 1 della legge sul diritto d'autore, stabiliti in Italia, l'esercizio dell'attività di intermediazione è in ogni caso subordinata alla verifica del rispetto dei requisiti da parte dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ai sensi del decreto legislativo 15 marzo 2017 n. 35."

Riporto il nuovo testo dell'articolo 180 della legge sul diritto d'autore (L. 633/1941) come è stato modificato dal decreto (fonte: Normattiva.it), indicando in rosso il testo novellato. Si tenga presente che, trattandosi di decreto legge, le norme sono già pienamente vigenti ma sarà necessaria una conversione in legge entro 60 giorni dalla sua approvazione; conversione che potrebbe portare con sé ulteriori modifiche.

Per approfondire segnalo il commento di Laura Chimienti su LinkedIn Pulse: L’OLIGOPOLIO DELLE COLLECTING UE: DL. 148/2017.

Art. 180, Legge 633/1941 
L'attività di intermediario, comunque attuata, sotto ogni forma diretta o indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche di cessione per l'esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate, e' riservata in via esclusiva alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE) ed agli altri organismi di gestione collettiva di cui al decreto legislativo 15 marzo 2017, n. 35. Tale attività è esercitata per effettuare:
1) la concessione, per conto e nell'interesse degli aventi diritto, di licenze e autorizzazioni per l'utilizzazione economica di opere tutelate;
2) la percezione dei proventi derivanti da dette licenze ed autorizzazioni;
3) la ripartizione dei proventi medesimi tra gli aventi diritto.
[...]
La suddetta esclusività di poteri non pregiudica la facoltà spettante all'autore, ai suoi successori o agli aventi causa, di esercitare direttamente i diritti loro riconosciuti da questa legge. Nella ripartizione dei proventi prevista al n. 3 del secondo comma una quota parte deve essere in ogni caso riservata all'autore. I limiti e le modalità della ripartizione sono determinati dal regolamento.
[...]

mercoledì 18 ottobre 2017

A Trieste per la OpenAccess Week si parla di open science data

La prossima settimana sarà la International OpenAccess Week 2017 e quest'anno (anno per me particolarmente importante per via dell'uscita del mio libro Fare Open Access) la celebrerò venerdì 27 ottobre all'Università di Trieste in veste di docente di una giornata di dibattito e approfondimento sulla libera diffusione dei dati della ricerca.
L'evento si terrà nell'aula Bachelet, edificio centrale (ala sinistra - primo piano), in piazzale Europa 1 a Trieste, dalle ore 9.30 alle ore 17.30.
Questo il programma dettagliato della giornata e di seguito la locandina.

Mattina: Seminario di approfondimento "Open Science Data" 
  • 9.30-10.00: Saluti e introduzione alla giornata (Fabio Benedetti, Coordinatore della Commissione di Ateneo per l’accesso aperto, Università degli Studi di Trieste)
  • 10.00-11.00: Open Data della pubblica amministrazione e Open Science Data: quali differenze?
  • 11.00-11.15: Coffee break
  • 11.15-12.30: Open Access e Open Science Data: tra obblighi giuridici e scelte strategiche
Pomeriggio: Corso di approfondimento "Pubblicare per la ricerca e la didattica in Open Access"
  • 14.00-16.00: Parte prima
    - Introduzione storica e principi di base dell’Open Access
    - Indicazioni per fare Open Access correttamente
    - Le licenze per fare Open Access: Creative Commons e simili
  • 16.00-16.15: Coffee break
  • 16.15-17.30: Parte seconda
    - Diffondere i dati della ricerca in modalità open (Open Science Data)
    - Le piattaforme social per la comunicazione scientifica: quando sono davvero Open Access?
Chi volesse organizzare un corso simile e volesse coinvolgermi come docente può contattarmi seguendo le indicazioni nella sezione "formazione" del mio sito web (VAI).

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EDIT: Le slides del mio intervento


lunedì 16 ottobre 2017

Licenze d'autore: a Trento quattro giorni di formazione per musicisti

Nel mese di novembre, per quattro incontri, sarò il docente di un corso di formazione intitolato "Licenze d'autore: le frontiere live e web della musica" e organizzato in quel di Trento da Mattia Pessina (giovane imprenditore attivo nel settore della comunicazione digitale), in collaborazione con il Comune di Trento.
I miei quattro incontri seguiranno il seguente calendario e avranno i seguenti argomenti (che potranno essere ancora oggetto di qualche rifinitura).

Mercoledì 8 novembre: Principi base di diritto d'autore
  • Che cosa tutela di preciso il diritto d'autore
  • Come si acquisiscono i diritti d'autore su una propria opera
  • La tutela della paternità dell'opera e il plagio
  • Tipologie di diritti: diritti morali, diritti di utilizzazione economica e diritti connessi (con focus su quelli rilevanti in campo musicale)
  • Chi sono i titolari dei diritti (con focus su quelli più rilevanti in campo musicale)
  • Quando il diritto d'autore scade: il pubblico dominio (cenni)
  • Libere utilizzazioni ed eccezioni al diritto d'autore (cenni)
  • Quali diritti nel mondo digitale?

Giovedì 9 novembre: Contratti, termini d'uso e licenze
  • Introduzione: liberatorie, licenze, contratti di cessione
  • Il contratto di edizione musicale
  • I contratti di rappresentazione e di esecuzione
  • I termini d'uso delle piattaforme online (YouTube, SoundCloud...)
  • Introduzione al fenomeno open licensing
  • Le licenze Creative Commons in ambito musicale

Mercoledì 15 novembre: Tutela del brand e promozione online del proprio progetto musicale
  • La tutela dei diritti di immagine degli artisti
  • Introduzione alla tutela del brand in campo musicale
  • La ditta e l'insegna
  • Il marchio registrato vs marchio di fatto
  • Marchio di forma, marchio sonoro, marchio di colore e altre tipologie di marchio
  • Il nome, lo pseudonimo, il nome a dominio
  • [ci sarà poi una parte sulla promozione online del progetto musicale, curata da Mattia Pessina]

Giovedì 16 novembre: La gestione collettiva dei diritti e le cooperative di musicisti
  • Le società di gestione collettiva
  • La SIAE: storia e natura giuridica dell'ente
  • L'equo compenso per copia privata
  • Avere a che fare con la SIAE: lato titolari dei diritti
  • Avere a che fare con la SIAE: lato utilizzatori delle opere
  • La gestione collettiva dei diritti connessi (SCF, Nuovo IMAIE, etc.)
  • La questione del monopolio
  • La liberalizzazione del settore e le relative problematiche
  • [ci sarà poi una parte sulle cooperative di musicisti e sugli aspetti fiscali/previdenziali trattata da altro docente]



Tutti gli incontri si tengono in orario serale dalle 18 alle 22, e comprendono un buffet aperto a tutti i partecipanti.
Inoltre, sabato 25 novembre ci sarà un quinto incontro conclusivo, sotto forma di convegno/dibattito, intitolato "Il futuro del diritto d'autore nella musica" a cui parteciperanno Alfredo Esposito di Patamu e Lucian Beierling di SoundReef.

Per il pacchetto completo (comprensivo quindi della partecipazione ai cinque incontri, del materiale didattico e del buffet) è richiesta una quota di partecipazione - davvero simbolica - di 25 euro a persona. Il materiale didattico da me realizzato verrà comunque rilasciato liberamente con una licenza Creative Commons.
Tra l'altro è stata prevista anche la possibilità di seguire il corso in streaming (previa iscrizione, al costo di 20 euro). Quindi anche chi non è della zona di Trento potrà partecipare.

Le iscrizioni sono aperte fino al 31 ottobre e possono essere inoltrate compilando il form che si trova a questo link. Per rimanere aggiornati sull'iniziativa, potete anche seguire l'apposita pagina Facebook.

Chi volesse organizzare un corso simile e volesse coinvolgermi come docente può contattarmi seguendo le indicazioni nella sezione "formazione" del mio sito web (VAI).

mercoledì 11 ottobre 2017

Gestione dei diritti nella comunicazione scientifica open access: mio intervento a IZS di Padova

Domani e venerdì presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (www.izsvenezie.it) nei pressi di Padova (Legnaro, viale dell'Università 10) si terrà un corso ECM da 30 crediti intitolato "Risorse e strumenti per la ricerca e la pubblicazione scientifica - come scrivere un articolo", al quale parteciperò come docente.
Come da descrizione ufficiale, il corso si propone di fornire le competenze di base per redigere testi formalmente corretti e curati ai fini della pubblicazione scientifica. Verranno descritte le fasi principali della stesura di un articolo e utili indicazioni per un uso corretto dell’inglese scientifico. Si approfondiranno gli aspetti legati alla authorship, alla submission, al copyright e al processo di revisione. Verranno illustrati il flusso dell’attività scientifica istituzionale e i parametri di valutazione ministeriale per il finanziamento della ricerca corrente. Verranno presentati sistemi di gestione bibliografica utili alla stesura dell'articolo scientifico.
La responsabile scientifica dell'iniziativa è la dott.ssa Licia Ravarotto – Direttore Struttura Complessa “Comunicazione e conoscenza per la salute”. Il corso di formazione è riservato al personale interno.
Il mio intervento si terrà venerdì 13 ottobre dalle ore 11:30 alle ore 13:00 e si intitolerà "Gestione dei diritti nella comunicazione scientifica open access: una questione di consapevolezza".

Chi volesse organizzare un corso simile e volesse coinvolgermi come docente può contattarmi seguendo le indicazioni nella sezione "formazione" del mio sito web (VAI).



EDIT: Le slides utilizzate per il seminario